PlayerUnknown’s Battlegrounds, al tramontare del primo quarto del 2018, è una produzione per cui le presentazioni sono superflue

Firenze
12:30 del 29/03/2018
Scritto da Samuele

PlayerUnknown’s Battlegrounds, al tramontare del primo quarto del 2018, è una produzione per cui le presentazioni sono superflue. Vero e proprio fenomeno di costume in grado di scuotere l’industria del videogioco, ricevendo addirittura premi e riconoscimenti, e una macchina produttrice di soldi che non ha la minima intenzione di fermarsi. Lo sbarco nel mercato mobile era quindi abbastanza scontato e prevedibile. Quella del mobile gaming è una fascia di pubblico sempre più importante, che non solo ha bisogno di produzioni dedicate, ma anche di conversioni dei più noti brand e franchise del mercato videoludico “tradizionale” (vedi The Sims Mobile). Ne ha bisogno perché è un mercato che risponde molto bene, un pubblico che non ha paura di investire qualche soldo in microtransazioni, un settore quindi che va esplorato e su cui è importante posizionarsi bene. PUBG Mobile è quindi la riproposizione più che fedele di ciò che PlayerUnknown’s Battlegrounds offre su PC ed Xbox One, una conversione quasi 1:1 la cui realizzazione tecnica sfiora il miracolo. Uno smartphone su 100 ce la fa Ribadiamo quindi che PUBG Mobile non è una versione “scema” del PUBG originale, ma una fedele riproposizione. Non solo, per alcuni aspetti se la cava anche meglio delle versioni PC e console.


La versione mobile ha ad esempio una struttura di bonus progressivi che stimolano il gioco continuativo, un po’ come succede in Fortnite Battle Royale. PUBG ha una valuta interna che si guadagna partita dopo partita, la quale può essere spesa per acquistare casse premio con del vestiario all’interno. Oltre a questo, PUBG Mobile elargisce monete ed oggetti con ogni log-in giornaliero, proprio come ogni produzione mobile degli ultimi anni. In questo modo è possibile avere del vestiario accattivante senza il bisogno di grindare per ottenere una loot box singola. Sono presenti anche delle missioni, i classici micro-obiettivi affidati al giocatore come sopravvivere per un certo periodo di tempo, effettuare uccisioni con un’arma particolare, e così via. La gestione “social” comprende anche le Crew, ovvero la possibilità di creare dei clan con altri giocatori, senza per forza aggiungerli alla lista amici. In termini di gameplay, PUBG Mobile introduce anche dei miglioramenti alla mappa di gioco. È possibile modificare la grandezza della mappa, in modo che non occupi la maggior parte dello schermo, un dettaglio fondamentale considerando il device su cui si gioca. Inoltre viene mostrata la distanza dall’obiettivo fissato sulla mappa stessa, così da capire se si stia andando o meno nella direzione giusta, ed i marcatori degli alleati vengono visualizzati in maniera molto più chiara. È presente anche una funzione di auto-looting, per cui vengono raccolti automaticamente gli oggetti più importanti nelle vicinanze. L’eventuale seconda arma viene raccolta automaticamente, ma per quelle successive dovrà essere fatto manualmente, mentre medikit, zaini ed equipaggiamento migliore, granate, accessori per armi (che vengono anche equipaggiati subito) tutto ciò viene recuperato automaticamente nel caso l’inventario non sia già pieno

Per ciò che concerne il profilo prettamente ludico, appare immediatamente chiara la grande esperienza del team riguardo allo sviluppo in ambiente mobile. È possibile apprezzarlo sin dai primi istanti, non appena ci si getta nella mischia. La mappatura dei controlli, al contrario delle incertezze viste in Fortnite Mobile, è posizionata in modo ottimale e risulta leggibile anche se si utilizzano schermi di grandi dimensioni. Ogni comando può essere raggiunto con facilità e bastano poche partite per prenderci la mano. Come di consueto, quando si parla di shooter mobile, il touch screen è suddiviso in due macro aree: nella parte sinistra la levetta analogica è deputata al movimento (è presente anche una comoda funzione di autorun) mentre sulla destra, oltre alla gestione della telecamera, si possono trovare i comandi per inginocchiarsi, saltare o stendersi a terra. Non solo: vi è anche la possibilità di mirare (e in questo caso la visuale passerà in prima persona), e sparare.


Nel caso in cui ci si trova sotto attacco, è possibile avere un alert che evidenzia la direzione da cui provengono gli spari. Questo soprattutto per agevolare chi non può giocare con volume alto o con le cuffie.  Alcune attività sono state demandate a una gestione completamente automatizzata che toglie l'utente d'impaccio. Ciò significa che, passando sopra all'equipaggiamento che si trova in giro per la mappa, il sistema si occuperà di raccogliere automaticamente il migliore (evidenziato con colore diverso rispetto agli altri oggetti del loot) che andrà a sostituire quello preesistente. Lo stesso discorso vale anche per i consumabili (come bende e bibite energetiche) e gli attachment delle armi. Questi vengono innestati sin da subito anche se, ovviamente, c'è sempre la possibilità di provvedere a una gestione più certosina accedendo direttamente all'inventario. Un ulteriore tocco di stile è dato dai doppi comandi. In buona sostanza, sia sulla parte destra, sia sulla sinistra dello schermo è presente il comando di fuoco, cosa che consente un maggiore ventaglio di possibilità nelle concitati fasi degli scontri a fuoco.  In generale, il feedback tattile risulta essere molto preciso e reattivo, anche nelle sezioni a bordo di veicoli. Non ha mai perso un colpo e, anche quando la mira passa a una visuale in prima persona, fa pienamente il proprio dovere.  Sotto il profilo meramente grafico PUBG per iPhone e iPad (non abbiamo invece avuto modo di provare PUBG Android) non stupisce ma funziona. Certo, il lavoro di chirurgia estetica correttiva si è reso ovviamente necessario e tale operazione è stata tutt'altro che banale e scontata. Il team di sviluppo, però, ci è riuscito, tirando fuori un prodotto che, nonostante rinunci alla beltà visiva, lo fa decisamente per una buona causa, se così vogliamo vederla. E il risultato non ci dispiace affatto. L'applicazione è stabile, così come il frame rate. Su iPad mini 4, ad esempio, non si sono mai verificati crash e tutte le nostre sessioni di gioco si sono svolte senza alcun particolare problema. Ambienti spogli e asset che "spottano" qua e là sono un prezzo che siamo disposti a pagare se la fluidità e la qualità generale del prodotto vengono garantite. In fondo, stiamo pur sempre parlando di un'applicazione mobile che ripropone la medesima esperienza ludica della controparte maggiore.


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Categorie: , Videogames


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