Sono queste le parole che la nuova testimone chiave del processo a Massimo Bossetti ha sentito dal suowalkie talkie la sera del 26 novembre 2010, quella in cui Yara Gambirasio svanì nel nulla

Brescia
09:20 del 04/10/2015
Scritto da Alberto

"Ce l'ho. L'ho presa. Sto arrivando". Sono queste le parole che la nuova testimone chiave del processo a Massimo Bossetti ha sentito dal suowalkie talkie la sera del 26 novembre 2010, quella in cui Yara Gambirasio svanì nel nulla. Anna Marra Prata spiega che per comunicare con la figlia, che abita accanto a lei a Ponte San Pietro, un paesino vicino a Brembate, usa delle ricetrasmittenti. E proprio una di quelle avrebbe intercettato la fatidica frase che potrebbe riferirsi a Yara. "L'ora me la ricordo bene, perchè stava iniziando un programma televisivo che mi piace. Tra le 18,15 e le 19,15", racconta la donna. A un certo punto il walkie tolkie gracchia e lei sente quelle parole che potrebbero cambiare le sorti di tutto il processo.

Le verifiche - Gianpaolo Bonafini, ai tempi capo della Mobile di Bergamo, interrogato il 2 ottobre, dice che la radiolina "era sintonizzata sul canale quattro. Secondo la casa produttrice non sono possibili interferenze, ma la signora Prata ha riferito di aver intercettato più volte le comunicazioni dei camionisti". Gli investigatori hanno poi effettuato altre indagini in merito ma, come ricorda Bonafini, "in linea d'aria la casa della signora Prata dista 800 metri dalla palestra di Brembate. Il segnale è buono in via Locatelli, dove è situata la palestra, e perde forza cento metri più in là in via Morlotti fino a scomparire del tutto verso via Rampinelli, dove si trova la villetta dei Gambirasio". Chi lanciava nell'etere quella strana informazione non è mai stato rintracciato dunque, però è probabile che potesse trovarsi nei pressi della palestra dalla quale è uscita Yara.

La strategia della difesa - L'obiettivo dei difensori di Bossetti ora, è quello di dimostrare come le indagini siano state condotte con approssimazione, senza verificare davvero a fondo i dettagli come quello dei walkie talkie. O come il fatto che il custode della palestra, Walter Brambilla guidasse, per portare a casa i ragazzini più piccoli, un furgone Iveco come quello che è entrato nel mirino delle indagini. Ma sull'uomo e sul suo veicol non sono mai state fatte indagini, tantomeno quella del Dna. Eppure la maestra di ginnastica di Yara ricorda perfettamente che, la sera dell'omicidio, Brambilla era alla guida del suo furgone, tant'è che la donna lo aveva incrociato sulla via del ritorno a casa.


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Categorie: Cronaca


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