Profili di rischio falsati, mancata vigilanza. Le solite cose, per le quali nessuno pagherà, visto che non c'é stato fallimento della banca.

Vicenza
10:25 del 18/06/2016
Scritto da Samuele

Profili di rischio falsati, mancata vigilanza. Le solite cose, per le quali nessuno pagherà, visto che non c'é stato fallimento della banca.

Sono anni che sentiamo che servono misure per tutelare i risparmiatori,ma ad oggi tutelate sono solo le banche,con FI NCD e PD e gli enti proposti al controllo,possono dormire sonni tranquilli.

Zonin abituato a taroccare il vino ( da bottiglione ) deve essersi trovato bene con il sistema bancario degli ultimi 20 anni .Come sempre il vecchio detto : La volpe perde il pelo ma non il vizio .

Un esempio da seguire? Bernard Madoff 150 anni di carcere! Oppure Sholam Weiss, 845 anni di carcere per bancarotta e sottrazione di capitale a pensionati. E' QUI L'AMERICA!!!


Prezzi delle azioni decisi dai vertici della banca e sovrastimati in modo costante. Prestiti per quasi 1 miliardo ai soci concessi a patto che con quei soldi comprassero azioni dell’istituto stesso,gonfiandone artificialmente il patrimonioProfili di rischiodei clienti alterati per vendere loro strumenti di cui non capivano i rischi. Finanziamenti in conflitto di interesse a società legate all’ex presidente Gianni Zonin e ai consiglieri, ora indagati peraggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Piccoli azionisti che hanno tentato inutilmente di vendere i titoli alla banca stessa – unico modo per liberarsene – prima che colassero a picco, mentre un gruppo di soci “eccellenti” riusciva con successo a liquidare l’investimento contenendo le perdite. Il tutto nell’inerzia delle autorità di vigilanza: i guasti sono emersi solo dopo che la supervisione è passata da Bankitalia alla Bce. C’è tutto questo dietro il dissesto della Banca Popolare di Vicenza, che ha bruciato oltre 6 miliardi di capitalizzazione e mandato in fumo i risparmi di 119mila soci. Tra cui Antonio Bedin, che si è tolto la vita mercoledì 15 giugno: aveva acquistato azioni per quasi 500mila euro, oggi ne valgono 800.

1 – Chi ha stabilito il prezzo delle azioni, che fino al 2014 era fissato a 62,5 euro?


Fino alla riforma varata dal governo lo scorso anno, le banche popolari non quotate in Borsa potevano di fatto decidere a tavolino il prezzo. Il consiglio di amministrazione, sulla base del parere diesperti indipendenti da lui nominati, proponeva una cifra all’assemblea dei soci, che approvavano. Nel caso della Popolare di Vicenza le perizie indipendenti fino al 2011 non ci sono state. In quell’anno sono state affidate a Mauro Bini, professore di Finanza aziendale alla Bocconi, che ha stimato il valore della banca e di conseguenza quello delle azioni basandosi sui bilanci firmati da Zonin, che si è dimesso solo nel novembre 2015. Nell’aprile 2011 l’assemblea ha detto sì all’ultimo ritocco all’insù, che ha portato il prezzo a 62,5 euro per azione. A quel prezzo i titoli sono stati venduti a chi ha partecipato agli aumenti di capitale varati nel 2013 e nel 2014, rispettivamente per 506 milioni e quasi 1 miliardo.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/18/popolare-vicenza-dai-prezzi-delle-azioni-decisi-dai-vertici-ai-profili-di-rischio-falsati-10-cose-da-sapere-sul-dissesto/2838852/


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Categorie: Cronaca, Denunce, Economia, Politica


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