PlayStation Now arriva in Italia: il futuro dei videogiochi è lo streaming

Potenza
17:00 del 16/03/2019
Scritto da Gregorio

Il 12 marzo Sony ha lanciato anche in Italia PlayStation Now, un nuovo servizio in streaming che è già stato ribattezzato “il Netflix dei videogiochi”. L'idea è semplice: si paga un abbonamento (15 euro al mese o 100 all'anno) per avere accesso ad un corposo catalogo di videogame che possono essere giocati “in remoto”, sfruttando il cloud computing senza bisogno di installarli sulla console.

È una sorta di gaming on demand, con una libreria che non si limita ai soli titoli PS4 ma include – fra gli oltre 600 software disponibili – anche classici intramontabili delle scorse generazioni. I possessori di una PlayStation 4, a dirla tutta, hanno pure la possibilità di scaricare sul proprio hardware molti dei giochi inclusi nel servizio, per aggirare alcune limitazioni altrimenti inevitabili quando si parla di streaming, che in questo caso riguardano soprattutto la risoluzione di 720p (un po' bassa per i televisori all'ultimo grido).


Le modalità di gioco

Per giocare, si hanno due opzioni: sia da PlayStation 4 che da Pc. Chi ha la console, rispetto a chi ha solo il computer, può anche scaricare il gioco per usufruirne in modalità offline. La modalità streaming necessità di una connessione internet con una banda in download di almeno 5 Mb al secondo, anche se sarebbe meglio qualcosa di più per evitare che appena una seconda persona si connette alla stessa rete, lo streaming di Ps Now diventi scadente.

Solo con la fibra si va sul sicuro

“Le indicazioni che ci sono arrivate dal periodo di Beta sono state estremamente positive – spiega ad Agi Marco Saletta, general Manager di Sony Interactive Entertainment Italia – Now si è rivelato performante per tutti gli utenti che usano una connessione in fibra, mentre qualche problema di rallentamenti si è registrato solo per chi utilizza una Adsl. Abbiamo preferito aspettare prima di lanciare Now anche in Italia proprio per queste ragioni “infrastrutturali”: non ce la sentivamo di correre il rischio di lanciare un prodotto che non potesse garantire il livello di servizio che c’è dietro il nome PlayStation. Oggi invece con la fibra che raggiunge molte persone ci sentiamo più tranquilli”.


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Categorie: , Tecnologia, Videogames


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