Pirateria: 1 italiano su 2 scarica file illegalmente. Sono tanti gli italiani che scaricano illegalmente: quasi uno su due tra quelli interpellati

Catanzaro
11:40 del 23/04/2015
Scritto da Gerardo

Sono tanti gli italiani che scaricano illegalmente: quasi uno su due tra quelli interpellati. Solo una minoranza, per altro, sa di commettere un illecito. La maggior parte invece dice di farlo perché è il modo più comodo per ottenere i file desiderati. Sono il bilancio di una sconfitta, per l'industria, quelli raccolti da un sondaggio - svolto su mille utenti - dall'osservatorio Lorien, per Bsa (The Software Alliance). I ricercatori hanno chiesto agli intervistati, genericamente, se scaricano film, musica o software da internet (si sottintende "illegalmente", anche se nella domanda formulata nella ricerca questa parola non c'è).

Risulta che il 31 per cento di loro ammette di aver "scaricato qualcosa". Il 9 per cento del campione non risponde: non ammette ma neppure nega d'averlo fatto. Il 10-12 per cento dice invece che nell'azienda in cui lavora "c'è qualcuno che scarica". "Nei sondaggi è frequente imbattersi in risposte che sovrastimano un certo comportamento, ritenuto positivo, o al contrario sottostimano comportamenti vissuti come negativi", commenta Antonio Valente, amministratore delegato e partner di Lorien.  "È possibile quindi che buona parte di quel 9 per cento che non risponde alla domanda sul download illegale abbia in effetti scaricato qualcosa, ma non lo dica. Il che porta la percentuale effettiva di chi attua comportamenti illeciti molto vicino al 40 per cento del campione". Considerato inoltre "che ancora solo il 65 per cento degli italiani fa abitualmente uso di internet, quel 40 per cento è purtroppo molto prossimo in realtà alla metà della popolazione effettivamente utilizzatrice di risorse digitali".

Le brutte notizie continuano: solo il 14 per cento del campione afferma che "scaricare da internet film, software e file musicali coperti dal diritto d'autore sia un reato da perseguire". Formalmente è frase corretta, visto che il solo download è un illecito non un reato, ma la ricerca vuole puntare il dito sulla scarsa consapevolezza degli utenti verso il copyright. Il 22% degli italiani ignora infatti che tale comportamento sia contro la legge. Un 39 per cento lo ritiene "un comportamento illecito ma tollerabile", mentre il 16 per cento lo considera "scorretto ma non illegale" e il 6 per cento "un comportamento lecito". "In realtà la pirateria è molto forte sui film, mentre sulla musica è ormai residuale", spiega Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione industria musical italiana). "Su dati ComScore e Nielsen, si stima che solo il 23 per cento degli utenti internet scarica musica pirata, in Italia. Secondo Ipsos, il 52 per cento sa bene che il download o streaming non autorizzato da detentori di diritti equivale a un furto", aggiunge Mazza. Notizia di pochi giorni fa è che le vendite di musica digitale hanno raggiunto quelle dei supporti fisici, per la prima volta, secondo Digital Music Report, annuale studio dell'Ifpi, la International Federation of the Phonographic Industry. "Sui film la pirateria è forte perché scarseggia l'offerta legale", dice Mazza. È un dato che può trovare conferma nella ricerca Lorien, secondo cui il principale motivo del download illegale è che "è più comodo/facile" (58%)". Al secondo posto, "i prodotti legali costano troppo" (23%)". 


"L'offerta legale di film in Italia sconta l'assenza di Netflix e di buone serie tv fatte per il web; ma anche l'eccessiva rigidità delle finestre temporali per la disponibilità delle opere nei circuiti legali", aggiunge Fulvio Sarzana, avvocato esperto di questi temi. "Se esce un film nei cinema e non posso andare a vederlo, al momento non c'è che la pirateria". E non è vero che i file pirati sono sempre di cattiva qualità- come vuole far credere Bob Torrent, la nuova serie web di Maccio Capatonda prodotta da Mediaset per la propria piattaforma online Infinity. "È comune trovare online film appena usciti in sala e presi direttamente dal master originale". Dove? Secondo le e-mail trafugate durante il "Sony Leaks", la principale fonte di pirateria di film non è il download in senso stretto ma lo streaming su siti pirata, spiega Sarzana.

Insomma, l'esperienza del mercato musicale digitale insegna che è l'offerta legale a fare la differenza. "Ormai la maggior parte del consumo di musica avviene legalmente su Youtube", dice Mazza. Lo streaming si diffonde anche fuori dalle pareti domestiche, grazie ai cellulari. E "collegando l'iPhone all'autoradio, possono ascoltare Spotify anche in auto", continua Mazza. Del resto, se vogliamo prendere per buoni sia i dati Lorien sia quelli ComScore/Nielsen, ci troviamo di fronte a questa situazione: gli stessi utenti scaricano illegalmente film ma ascoltano legalmente la musica. Non è schizofrenia, ma una risposta diversa a due mercati che molto diversamente hanno saputo adattarsi alla rivoluzione digitale.


Articolo letto: 838 volte
Categorie: Curiosità, Internet


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Risposte - Commenti

Carmine

23/04/2015 17:00:05
è la logica di base che è sbagliata. il copyright in italia è gestito da incompetenti e da arraffoni.
4

Barbara

23/04/2015 13:36:36
In altri paesi sanno che è inutile censurare per cui lasciano perdere e si dedicano a cose più serie, terrorismo, evasione fiscale, pedopornografia ecc.
4

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