Dopo 16 anni di battaglie l'Aifa ha abolito l'obbligo di prescrizione per il Norlevo, il farmaco contraccettivo d'emergenza a base di levonorgestrel. Escluse le minorenni. I farmacisti dovranno controllare i documenti

Bologna
08:30 del 15/03/2016
Scritto da Sasha

Dopo 16 anni di battaglie l'Aifa ha abolito l'obbligo di prescrizione per il Norlevo, il farmaco contraccettivo d'emergenza a base di levonorgestrel. Escluse le minorenni. I farmacisti dovranno controllare i documenti

Dopo 16 anni di battaglie e polemiche per acquistare la pillola del giorno dopo non servirà più la prescrizione medica, almeno per i maggiorenni. E’ quanto ha deciso l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che con una determina pubblicata il 3 marzo sulla Gazzetta ufficiale ha abolito l’obbligo di ricetta per il Norlevo, il farmaco contraccettivo d’emergenza a base di levonorgestrel. L’obbligo di ricetta non ripetibile rimane invece per le minorenni.

“Nei casi in cui la maggiore età di chi fa richiesta non fosse evidente – precisa Federfarma in una circolare – le farmacie chiederanno un documento di identità e rifiuteranno la dispensazione senza ricetta qualora la persona risultasse minorenne”. Il 26 marzo dello scorso anno ad essere abolita era stata la ricetta per la pillola dei cinque giorni dopo, mentre lo scorso gennaio, l’Aifa aveva modificato allo stesso modo il regime prescrittivo di altri due contraccettivi d’emergenza a base di levonorgestrel, lo Stromalidan e l’Escapelle, simili al Norlevo ma più cari.

Silvio Viale, il medico torinese che da sempre si batte per rendere facilmente accessibile la Ru486, la pillola abortiva, ha commentato: “Meglio tardi che mai, è dal 2000, anno della registrazione, che chiedo l’abolizione della ricetta per la contraccezione di emergenza” e su Twitter ha lanciato un appello affinché la notizia circoli il più possibile.


Attualmente esiste una grande ignoranza e inconsapevolezza sugli effetti e le conseguenze che circondano la pillola del giorno dopo, intenzionalmente conosciuta come metodo contraccettivo d’emergenza. Per questo motivo, un gruppo di scienziati spagnoli ha voluto aprire il dibattito e ha pubblicato un’indagine che denuncia gli effetti letali e abortivi scatenati dall’assunzione della pillola del giorno dopo.

Teoricamente, la pillola del giorno dopo non è la stesso che la pillola abortiva, comunemente nota come “RU 486”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mentre la RU486 è un’alternativa all’aborto chirurgico utilizzato fino alla 7º settimana di gravidanza, la pillola del giorno dopo è un contraccettivo d’emergenza che viene utilizzato fino a 72 ore dopo il rapporto sessuale.

Tuttavia, ai fini pratici, entrambi i farmaci hanno lo stesso obiettivo, cioè, quello di porre fine alla vita dei non ancora nati. Così afferma uno studio condotto da un gruppo di scienziati spagnoli, guidati dal Dr. Jesús Alegre del Rey, che è stato pubblicato dal European Journal of Clinical Pharmacy e che rivela che, nonostante sia stato sempre detto che la pillola del giorno dopo non causa l’aborto, questo compresso produce effetti letali.

“La vita non comincia con l`impianto dell’uovo, ma durante la fecondazione –ha dichiarato il dottor Emilio Alegre del Rey, specialista in Farmacia Ospedaliera all`Ospedale Universitario Puerto Real (Cadice), sul giornale Actuall-. Coloro che sostengono che la pillola del giorno dopo non è un metodo abortivo perché non agisce una volta l’embrione è stato impiantato, non capiscono che la vita umana comincia al momento della fecondazione. È questo è una Manipolazione del linguaggio per mascherare la realtà”.

Il fatto che la pillola del giorno dopo sia venduta come metodo di contraccezione d’emergenza è stato massicciamente diffuso attraverso i media come la versione ufficiale e scientifica, che ha il sostegno di importanti organizzazioni come l’OMS e la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO). Tuttavia, questo fatto dimostra l’interesse dei laboratori farmaceutici per ottenere maggiori benefici economici e per le organizzazioni femministe come istrumento ideologico.

“La Bayer sta approfittando la commercializzazione di un prodotto che non serve nemmeno a ridurre le gravidanze indesiderate nella popolazione e ciò che produce sono aborti embrionali e reazioni avverse negli utenti”, ha detto Alegre del Rey.

Il medico ha detto che molte riviste scientifiche hanno rifiutato la pubblicazione della ricerca a causa della grande quantità d’interessi che esistono nel nascondere la verità e far credere che questi farmaci siano un metodo contraccettivo. “Non mi aspetto che il rapporto sia diffuso perché ci sono molte pressioni per evitare che tali informazioni siano pubblicate e abbiano un impatto –ha aggiunto Alegre del Rey-. Abbiamo affrontato numerose negative, ma è curioso che nella scienza quando si presentano dati contrari, si afferma che la questione è già risolta”.


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Categorie: Denunce, Salute


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