Piano di aiuto per il sud Europa? Gli investitori faranno crollare la Borsa. E’ questa la logica del mercato finanziario

Trapani
09:55 del 07/03/2015
Scritto da Gerardo

MILANO - Le Borse europee tirano il fiato, mentre i titoli di Stato accelerano all'indoMani dell'Annuncio della Bce che lunedì prossimo darà il via al quantitave easing da 60 miliardi di euro al mese. E così lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi arriva a infrangere al ribasso la soglia di 90 punti, come non accadeva dalla primavera del 2010. Il governatore Mario draghi ha precisato che proseguiranno gli acquisti di obbligazioni garantite e prestiti cartolarizzati (Abs) già avviati dall'Eurotower nei mesi scorsi. Il Qe verrà protratto fino a settembre 2016, ma Draghi ha ripetuto che si potrebbe andare oltre qualora l'inflazione non si avvicinasse all'obiettivo vicino al +2%. Gli economisti dell'Eurotower hanno anche rivisto al rialzo le loro stime sul Pil dell'Eurozona, con un +1,5% per quest'anno, +1,9% per il prossimo e +2,1% per il 2017.

Se il Vecchio continente si aggrappa al salvagente di Draghi per uscire faticosamente dalla recessione, negli Usa il rafforzamento economico prosegue. Lo testimonia l'atteso report sul mercato del lavoro: la disoccuazione è scesa al 5,5% a febbraio, dal 5,7% registrato a gennaio, con la creazione di 295 mila nuovi posti 'non agricoli'. Rispetto ai dati diffusi dal dipartimento del Lavoro, gli analisti si aspettavano un tasso al 5,6%, con 235 mila posti creati nel consensus tracciato da Bloomberg. Il tasso di partecipazione al lavoro ha registrato una flessione dal 62,9% al 62,8% le retribuzioni hanno registrato un incremento annuo (+2%) leggermente inferiore alle attese.


Sul fronte macroeconomico europeo, in Germania la produzione industriale è risalita a sorpresa a gennaio segnando un +0,6% mensile. In Francia il deficit della bilancia commerciale è cresciuto, a gennaio, a 3,7 miliardi di euro dai 3,3 miliardi di dicembre; quello dello Stato è calato a 9,7 miliardi. Eurostat ha confermato la crescita del Pil della zona euro a +0,3% nel quarto trimestre, che diventa +0,4% nell'intera Ue. In Italia, invece, l'Istat ha tracciato una diminuzione dei prezzi alla produzione nell'industria del 2,9% a gennaio, la più ampia da oltre cinque anni. Di nuovo negli Stati Uniti, il deficit commerciale è calato a 41,8 miliardi di dollari a gennaio.

Si confermano anche oggi le pressioni ribassiste sull'euro. La divisa unica europea ha aggiornato i minimi a 11 anni e mezzo contro il dollaro Usa, in scia all'avvio degli acquisti di titoli Bce e al rafforzamento dell'occupazione americana, e tratta sotto 1,09, ai minimi da marzo 2003. Lo spread è sceso temporaneamente sotto 90 punti, a livelli che non si vedevano dall'aprile 2010, salvo poi risalire leggermente. Andamento simile per i Btp, che sono arrivati a rendere sul mercato secondario l'1,27%. A Milano Piazza Affari ha chiuso in progresso dello 0,16%, contrastate le altre: Londra ha ceduto lo 0,71%, Parigi è rimasta invariata (+0,02%) e Francoforte ha guadagnato lo 0,41%. Tra i titoli italiani continua a tenere banco la vicenda di Rai Way ed Ei Towers: la società nell'orbita Mediaset ora valuta una partecipazione di minoranza nelle torri della Tv pubblica. Da segnalare anche i conti di Atlantia, con i ricavi che salgono del 20% sopra 5 miliardi e l'utile in crescita a 740 milioni. In rialzo Rcs e Mondadori: la casa di Segrate incassa l'esclusiva fino al 29 maggio per acquistare i libri.

A Wall Street, reduce da una seduta in rialzo dopo due cali consecutivi, l'andamento è debole in scia alla pubblicazione dei dati macro: il miglioramento del clima economico avvicina l'innalzamento dei tassi da parte della Fed, che riporterebbe a una normalizzazione della Politica monetaria di Washington dopo anni di denaro facile. Mentre chiudono i mercati europei, il Dow Jones cede l'1%, l'S&P500 arretra dello 0,9% e il Nasdaq dello 0,7%. Intanto Apple festeggia l'ingresso, dal 18 marzo, sul Dow Jones. In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,17%: l'indice Nikkei ha quindi archiviato la settimana a quota 18.971 punti, il top dall'aprile 2000.


Sul fronte delle materie prime il petrolio ad aprile scende dell'1% a 50 dollari al barile. Le quotazioni dell'oro restano si allontanano ancor più dalla soglia 1.200 dollari l'oncia dopo il netto calo registrato ieri.


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Categorie: Economia


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