Il pensiero di Firedrich Nietzsche possiede una freschezza e un'attualità che resistono alla prova del tempo

Cosenza
00:08 del 26/02/2016
Scritto da Luigi

Per comprendere appieno Nietzsche (o almeno provare a farlo) è necessario sfatare alcuni "miti" attorno ai sui capisaldi, a cominciare da quello del SUPERUOMO: infatti questa figura non è da intendere solo nel caso di pura perfezione fisica, ma soprattutto come uno stato a cui l'uomo deve aspirare. Il superuomo è l'uomo che finalmente  si libera di tutte le false credenzebe che riesce a godere della vita in tutta la sua pienezza, con le sue ggioie e i suoi dolori, con le sue contraddizioni e il suo intrinseco caos; per il superuomo il corpo non è una "gabbia per l'anima" ma il centro di tutto, di cui avere cura e con cui sperimentare tutte le sensazioni dell'esistenza. Collegato a ciò è la VOLONTA' DI POTENZA: non si tratta, beninteso, di una volontà di dominio, ma della volontà di raggiungere il proprio pieno potenziale e di perfezionarsi sempre più. Del resto per Nietzsche la volontà ha un ruolo centrale nell'universo, è il motore di tutto; tutto quello che esiste è collegato e interdipendente: forze incontrollabili agiscono l'una sull'altra, ognuna esercita influenza sull'altra e resiste all'influenza dell'altra (proprio come accade in natura e nei rapporti tra gli esseri uMani).

E' bene poi chiarire termini come ANTICRISTO e MORTE DI DIO. Per "anticristo" non s'intende l'anticristo di bibica memoria, ma l'essere "contro Cristo", ovvero contro la moralità cristiana com'è stata istituzionalizzata dalla Chiesa; infatti Nietzsche ammira Gesù cristo per la sua carica eversiva: "è esistito un solo vero cristiano, ed è morto in croce." Tuttavia egli è contrario alla "metafisica", ovvero a cercare la soluzione e l'origine di tutto in una realtà esterna e in un sistema di credenze che fa capo ad un qualcosa di soprannaturale, di diverso dalla realtà vera e vissuta. Tale discorso comprende anche la Ragione, a cui gli Illuministi riconducevano tutto: per loro tutto si poteva spiegare tramite il pensiero razionale, ma per Nietzsche la natura selezionata e catalogata riduceva il caos magmatico della realtà ad una serie di fenomeni causali. Gli scienziati (cui Socrate fa da apripista) non fanno altro che sostituire un ente metafisico ad un altro; una menzogna con un altra menzogna.Sia il religioso che il filosofo metafisico, che lo scienziato sono dei dOgmatici: riconducono la vita e la natura ai loro dogmi, senza discostarsi da essi e contrari a tutto ciò che la contraddice. La "Morte di Dio" è proprio un riconoscere che tutto quello che noi chiamiamo realtà dipende dalle nostre credenze e dai nostri pregiudizi, e non ha un valore assoluto; per Nietzsche, infatti, l'umo, più che "animale sociale" è un "animale fantastico": per esistere ha bisogno di crearsi un'esistenza fittizia. Da qui prende le mosse il nichilismo nietzschiano, un "nichilismo attivo" che dopo aver preso coscienza della fallacia delle nostre convinzioni, ci spinge a superarle; sempre da qui nasce l'idea dell' "ultimo uomo" che, a differenza del superuomo, pur rendendosi conto della "menzogna" non riesce a liberarsene ma nemmeno ad andare avanti e crearsi una nuova vita. Nientzsche lo identificava con l'uomo di inizio '900, ma la stessa cosa si potrebbe dire dell'uomo contemporaneo... Persino l'ideologia nazista, l'idea dell'ariano perfetto, era in realtà un esempio di ciò che il filosofo tedesco criticava: per Nietzsche i nazisti erano uomini che trovavano la loro ragione di esistere in qualcosa di "altro" (la "superiorità della razza"), nel trovare un capro espiatorio ai loro problemi (morale dei servi).

Se si vuole rendere merito e servigio a Friedrich Nietzsche si deve tenere a mente che lui non ha fornito nessun modello etico/civile, ma ha cercato di individuare i mali della società e fornire una probabile soluzione. Inoltre, per lui la conoscenza non era qualcosa con cui perfezionare la nostra idea di realtà, ma un qualcosa da cui non si torna indietro: una volta raggiunta la conoscenza non si può continuare a vivere come se niente fosse.


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Categorie: Cultura


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