Il Governo ha definitivamente abbandonato l’estensione della flat tax con aliquota agevolata per le partite Iva con ricavi da 65 mila a 100 mila euro, che sarebbe dovuta entrare in vigore all’inizio del prossimo anno in base alla legge di bilancio 2019 targata Lega – 5 Stelle.

Bari
08:30 del 19/10/2019
Scritto da Luca

PARTITE IVA ANCORA TARTASSATE DAL GOVERNO - Cattive notizie in arrivo per il popolo delle partite IVA. Il Consiglio dei ministri di martedì sera ha esitato una legge di Stabilità per il 200 parecchio punitiva per i lavoratori autonomi. Anzitutto, dal 2020 non entrerà in vigore la “flat tax” al 20% per i titolari di ricavi tra 65.001 e 100.000 euro all’anno.

Era stata una pretesa della Lega con la scorsa manovra di bilancio. E anche per le partite IVA con ricavi fino a 65.000 euro la musica cambia, perché l’imponibile sarà determinato non più calcolando a forfait le spese da detrarre dal fatturato, bensì tenendo conto di quelle effettivamente sostenute, le quali andranno chiaramente dimostrate.


PARTITE IVA ANCORA TARTASSATE DAL GOVERNO - Per coloro che dichiarano redditi fino a 65 mila, vene meno un’importante semplificazione, ovvero quella che permetteva alle imprese in regime forfettario di non dover tenere registri contabili e di non essere tenuti a conservare le fatture di acquisto, perché i costi venivano determinati in percentuali fisse che ora scompaiono.

La legge di Bilancio stabilisce inoltre l’obbligo di istituire un conto corrente dedicato per raccogliere e gestire tutti i movimenti dell’attività svolta in modo da favorire i controlli del fisco, evitando confusioni tra conti correnti personali e movimenti dedicati all’attività aziendale o professionale.

Di fatto, diventerà un ritorno al vecchio regime dei minimi con il metodo analitico, quando sembrava assodata la conquista della semplificazione fiscale per almeno questa fascia di reddito.Si lascia intendere nel testo licenziato che coloro che accederanno al regime dei minimi otterranno benefici con la fatturazione elettronica, a patto che non vi siano le cosiddette “cause ostative”, come il sostenimento di spese per beni strumentali di oltre 20.000 euro e per le retribuzioni di dipendenti e collaboratori di oltre 20.000 euro all’anno; lo stesso vale per i lavoratori dipendenti con redditi superiori a 30.000 euro

 


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Categorie: , Denunce, Economia, Nuove Leggi, Politica


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