Parla la moglie di Bossetti: ecco cosa mi ha fatto la polizia! La moglie di Massimo Bossetti, l’uomo accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, è tornata a parlare

Bergamo
12:00 del 14/06/2015
Scritto da Gerardo

La moglie di Massimo Bossetti, l’uomo accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, è tornata a parlare. Marita Comi, durante il programma Segreti e delitti di Canale5, ha rivelato alle telecamere la sua vita dopo l’arresto del marito, soffermandosi in particolare sul trattamento che gli inquirenti le avrebbero riservato. Durante le prime perquisizioni a casa “ci hanno sequestrato alcuni album di famiglia, strappato senza intenzione qualche pagina e fatto cadere oggetti di vetro, e non mi hanno mai chiesto scusa. Mi prendevano in giro e sono arrivati a dire che allora mi avrebbero sequestrato tutta la casa”.

Momenti difficili – Le pesanti accuse rivolte al marito hanno pesato molto sulla vita personale della Comi: “Non faccio più le cose che facevo prima - ha confessato la donna - non vado più in mezzo alla gente, vado a fare la spesa ma le attività dei bambini le evito, non vado alle feste della scuola perché sento lo sguardo della gente”. Nonostante tutto e nonostante i fiumi di parole che si sono spese su suo marito, lei continua però a dirsi convinta della sua innocenza. Anche dopo il video in cui veniva ripreso il dialogo in carcere tra loro due: “Quando gli ho chiesto di dirmi la verità durante i nostri Incontri in carcere, non è che dubitavo di lui, ma gli ho fatto tutte le stesse domande che i pm e gli inquirenti avevano fatto a me dicendomi che erano sicuri che fosse lui l’assassino di Yara”.

La famiglia – Anche i rapporti con i familiari si sono raffreddati dopo lo scandalo di Bossetti: “Ester, mia suocera, è distante dalla nostra famiglia. Chiama i nipoti al telefono e da un anno a questa parte è venuta a trovarli solo una volta. Io sono sola con i miei figli, qualche parente e alcune persone mi aiutano. Il sindaco del paese ha provato ad aiutarmi a cercare un lavoro, ma so che quando riferisce il mio nome, le persone si tirano indietro. Perché forse lavorando da loro, potrei attirare giornalisti. Sarei disponibile a fare qualunque tipo di lavoro già da doMani”.


Articolo letto: 1802 volte
Categorie: Cronaca


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Risposte - Commenti

Paolo

14/06/2015 14:35:45
Le prove non ci sono. Nonostante questo e' stata rovinata la vita di alcune persone sicuramente innocenti. Ai figli non ci pensa nessuno. Grazie alla magistratura e ai media. Una situazione orribile per questa povera gente. Io se fossi un magistrato o uno dei giornalisti che hanno perseguitato la moglie e la madre di Bossetti, non avrei il coraggio di guardarmi allo specchio.
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