Pochi soldi nel portafoglio degli italiani, così anche per i luoghi del divertimento il modo per mantenere stabili i guadagni sono prezzi scontati e altre promozioni vincenti

Rimini
00:02 del 23/06/2014
Scritto da Albertone

La crisi batte forte anche su di loro. I templi del divertimento, i luoghi sacri immolati al relax e alla risata, fanno fatica a stare in piedi. Difficoltà oggettive, dovute agli altissimi costi di gestione, di personale e al calo degli ingressi. Perchè gli italiani, vista la crisi e colpiti al cuore per via della recessione, non ci hanno messo due volte a togliere dall'agenda degli impegni la gita nei luoghi del divertimento. A costo di rimanere una domenica in più in casa, a costo di accontentarsi del fiume o del Lago (rigorosamente sulle spiagge pubbliche e possibilmente con l'auto posteggiata dove non costa nulla), hanno abolito anche quella spesa.

Così, i gestori dei luoghi più divertenti d'Italia hanno deciso di reagire puntando tutto su promozioni aggressive, sinergie con il territorio e tanto web. Il solo modo per cercare di mantenere gli introiti almeno inalterati rispetto agli anni d'oro di inizio Millennio, quando ogni mattino al di fuori del cancello c'erano fior di pullman con migliaia di bambini e ragazzi pronti ad una giornata intera fra montagne russe, piscine, scivoli e via discorrendo. Il modo per tenersi i clienti è uno solo, tanto semplice quanto doloroso: abbassare le pretese di guadagno che si avevano qualche anno fa. Ed è questa la strategia che seguiranno i parchi di divertimento in Italia per fronteggiare la crisi di budget. Un settore che registra circa 12 milioni di visitatori l'anno per un giro d'affari di 350 milioni di euro con 150 strutture.

Il 2012 e il 2013 sono stati anni difficili. Stagioni da lacrime e sangue, durante le quali molti imprenditori hanno pensato di mollare e gettare all'aria gli enormi investimenti compiuti nel corso degli anni. All'improvviso, è sembrato che gli italiani non avessero più voglia di divertirsi. Un'indagine condotta da Anesv Agi su trenta parchi ha evidenziato cali di presenze tra il -5% e il -25%, ad eccezione dei parchi acquatici. Se fino allo scorso anno il settore aveva mostrato una buona tenuta, con investimenti megamilionari, il 2014 sarà un anno all'insegna del risparmio, con una previsione di spesa attorno ai 60 milioni di euro.

Insomma, i soldi sono pochi e vanno suddivisi fra tante strutture. Così, ciascuna ha scelto una strada differente per far colpo sull'utenza. C'è chi come Oltremare-Aquan ha scelto di concentrarsi su opere di restyling introducendo nuove attrazioni e spettacoli, nel tentativo di arrestare la diminuzione della clientela che solo nel 2012 era crollata quasi del 15%. L'obiettivo dei parchi romagnoli, che accolgono 4 milioni di visitatori l'anno è di confermare i numeri del 2012 con azioni commerciali volte a catturare nuovi clienti. In questo caso l'auspicio è che la Romagna continui ad attirare i turisti italiani e stranieri. Una linea seguita anche al Nord: Minitalia Leolandia lancia i prezzi dinamici; Gardaland pone l'accento sulla convenienza e lancia pacchetti in collaborazione con Meridiana fly. Fidelizzare sta diventando la parola d'ordine. La gente deve entrare, divertirsi e dirlo agli amici. Gli stranieri per ora sono una percentuale non superiore al 10%, anche se lentamente in crescita. Il web assume un ruolo fondamentale, con un'incidenza che va dall'8 al 30%.


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Categorie: Curiosità


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