Il pagamento dei sacchetti biodegradabili al supermarket potrebbe essere solo l’antipasto di una stangata ben peggiore che nei prossimi mesi con molta probabilità si abbatterà sulle tasche degli italiani. 

Firenze
09:00 del 12/01/2018
Scritto da Samuele

Il pagamento dei sacchetti biodegradabili al supermarket potrebbe essere solo l’antipasto di una stangata ben peggiore che nei prossimi mesi con molta probabilità si abbatterà sulle tasche degli italiani. Il commissario al Bilancio dell’Unione Europea, il tedesco, Gunther Oettinger, ha annunciato l’intenzione di Bruxelles idi introdurre una tassa sulla plastica per reperire risorse da destinate al bilancio europeo.

Pacchetto di misure in discussione già a Gennaio 

"Dal 1 gennaio – ha spiegato Oettinger – la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare, mentre in Ue ne utilizziamo e produciamo troppa, tutto questo mi convince del fatto che vada ridotta”. Il commissario al Bilancio ha poi aggiunto che “la prossima settimana la Commissione presenterà un pacchetto di misure, tra cui una tassa sulla plastica per disincentivare l'utilizzo”.

Formule scelte non cambieranno esito: sarà una stangata

Oettinger non ha fornito ulteriori dettagli. Da fonti vicine alla Commissione si è però appreso che i tecnici europei stanno valutando se colpire le componenti che si usano per produrla o i prodotti finali. Qualunque sarà la formula scelta l’esito non cambierà: per i cittadini europei ci sarà un forte aggravio dei costi perché una infinità di prodotti di uso comune vengono costruiti utilizzando questo materiale derivato.

Aumento delle tasse unica strada percorribile? 


Ormai nei confronti della plastica è in atto una vera e propria crociata. Analoghe misure a quelle in esame a Bruxelles sono in discussione nel Regno Unito. L’obiettivo finale, ovvero la tutela dell’ambiente, non si discute. Sorge però un dubbio: possibile che l’unica strada percorribile per avere un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale sia quello di aumentare le tasse ai cittadini per disincentivarne l’uso?

L'ambientalismo maschera altri fini? 

Il sospetto di tanti è che in realtà dietro le varie operazioni già approvate e in cantiere ci sia solo l’intento di fare cassa a vantaggio di qualcuno. Prendiamo per esempio la vicenda italiana dei sacchetti biodegradabili. Perché anziché introdurre un nuovo balzello non si è scelto di puntare sul riciclo favorendo l’acquisto da parte dei consumatori di sacchetti da utilizzare più volte?

Nessuna attenzione verso il riciclo 

Il riciclo è da sempre uno dei cardini dell’ambientalismo mondiale perché la chiave per ridurre l’impatto sulla natura è proprio tagliare le produzioni superflue. Paradossalmente invece la versione iniziale del provvedimento sui sacchetti vietava ai consumatori di portarli da casa e anche con la modifica successiva si possono portare solo se non sono mai stati usati. A meno di sorprese dell'ultima ora anche tra le misure in esame a Bruxelles non c'è traccia di riciclo e si sceglierà di far pagare il conto ai consumatori attraverso l'introduzione di nuovi balzelli. E questo nonostante non si sia ancora  completamente usciti dalla peggior crisi economica del dopoguerra che in alcuni paesi, come l'Italia, sta mordendo duramente i cittadini. Ennesimo errore che darò ulteriore fiato ai populismi crescenti.

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Economia


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