I musulmani, da altri musulmani non ci vanno. Sanno che sarebbero sfruttati come animali. Solo Boldrini, Renzi, il Papa non lo capiscono. Basta guardare come i turchi, teoricamente i più democratici e moderni, trattano i profughi. A causa della grande parte di Europei autolesionisti finiremo estinti.

Bari
08:00 del 14/11/2016
Scritto da Gerardo

I musulmani, da altri musulmani non ci vanno. Sanno che sarebbero sfruttati come animali. Solo Boldrini, Renzi, il Papa non lo capiscono. Basta guardare come i turchi, teoricamente i più democratici e moderni, trattano i profughi. A causa della grande parte di Europei autolesionisti finiremo estinti.

Forse è il momento per l'Europa di dire basta. Di affrontare il problema dei profughi, o almeno di una parte di essi, all'origine. Settanta anni fa i paesi arabi accolsero i profughi della Palestina. Oggi, a parte la Giordania, nessun altro dei numerosi stati arabi qui in Medio Oriente, si occupa dei loro fratelli e sorelle in Siria, in Yemen, in Iraq, in Somalia, in Eritrea o in Sudan. Non voglio ripetere qui le origini delle varie crisi che stanno spingendo milioni di arabi o africani musulmani a lasciare i loro paesi tutti formalmente riuniti in organizzazioni come la Lega araba e l'Organizzazione della cooperazione islamica. Le responsabilità dell'Occidente sono state denunciate molte volte come anche quelle dei regimi arabi finanziatori, per motivi diversi, di chi continua a distruggere e uccidere.

Da qualche settimana sono in Medio Oriente e osservo la situazione dal basso del Mediterraneo, dal lato di chi scappa e non da quello di chi deve accogliere o respingere. A pochi minuti da dove scrivo ci sono ancora campi profughi nati nel 1967. Sono ancora pieni.


Il mondo, compresi gli arabi, ha fatto poco per trasformare i diseredati palestinesi in cittadini di uno stato (possibilmente il loro) e oggi molti discendenti di coloro che furono costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre coltivate nelle guerre tra arabi e israeliani sono vittime della nuova crisi che devasta il Medio Oriente. Nell'insieme, però, ai palestinesi è consentita vivere tra i loro fratelli arabi. Di studiare nelle scuole dove si parla la loro lingua. Di rispettare i precetti di una religione comune senza doversi sentire estranei o nemici. Perché, dunque, i regimi arabi della regione non si mobilitano per accogliere le famiglie siriane e irachene? I somali, gli eritrei, i sudanesi in fuga?

E soprattutto perché l'Europa, invece di spaccarsi su cosa fare, chi deve fare, perché fare, non vara una posizione unitaria nei confronti dei nostri cosiddetti alleati mediorientali. Bisogna spingere l'Arabia saudita e i piccoli ma ricchissimi paesi del Golfo che stanno investendo miliardi nel nostro continente (tantissimi in Italia, come sappiamo) ad assumersi la responsabilità di mettere in salvo i profughi dai conflitti qui e in alcune regioni africane limitrofe. Emiri e re non possono dire di non avere i mezzi necessari quando, oltre agli investimenti mega-galattici in casa, spendono miliardi in armamenti per la gioia delle industrie belliche europee (italiane in primo piano) e americane.


Articolo letto: 868 volte
Categorie: Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Amalia

14/11/2016 10:09:30
In un mondo ideale.......forse nelle favole....comunque i problem in medio oriente vengono dall'occidente e dal petrolio...
5

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