Operatore di droni USA confessa: “ ho ucciso 1600 persone” | L’analisi di Italiano Sveglia

Forli Cesena
12:33 del 26/01/2015
Scritto da Gerardo

Quando si parla di atrocità come quelle commesse dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale non si può delegare solamente al capo del governo ( o del parlamento ) tutte le responsabilità di queste azioni. Bisognerebbe, come successo a questa persona, che ogni cittadino o dipendente dello Stato si facesse un esame di coscienza per verificare se vale la pena o no perpetrare questi abominevoli delitti contro l’uManità.

La guerra è sempre più "asettica": chi preme il pulsante che lancia un missile non si rende conto fino in fondo delle conseguenze che avrà quel gesto. La coscienza è "anestetizzata" dall'aver eseguito un ordine imposto dai propri superiori e dal fatto che chi lancia un missile o sgancia una bomba da un jet non vedrà mai la distruzione e la morte provocata. E così succede che un militare americano, operatore di drone, dopo aver ucciso oltre 1.600 persone mediante un drone, improvvisamente ha un rimorso di coscienza: razionalizza che non ha giocato ad un videogames, ma ha sparato razzi e proiettili veri, provocando una strage: che pur "autorizzata" e "comandata" dall'alto, è pur sempre tale.

Brandon Ryant, un ex operatore addetto ai droni delle Forze Armate Statunitensi, ha chiesto scusa alle famiglie delle vittime degli attacchi aerei degli USA provocati dalle operazioni a cui egli stesso aveva partecipato


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Categorie: Denunce, Sociale


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