Omicidio Yara Gambirasio: ecco la prova definitiva CHE INCHIODA Bossetti. Novità nel caso di Yara Gambirasio. A rivelarle è il settimanale Giallo che pubblica un’intercettazione di Ester Arzuffi, la mamma di Massimo Bossetti, in cui sostanzialmente la madre inguaia il figlio.

Bergamo
07:50 del 18/06/2015
Scritto da Gerardo

Novità nel caso di Yara Gambirasio. A rivelarle è il settimanale Giallo che pubblica un’intercettazione di Ester Arzuffi, la mamma di Massimo Bossetti, in cui sostanzialmente la madre inguaia il figlio. “Parlando della scomparsa di Yara,  Massimo mi aveva detto di essere passato di lì...”.  La donna si trova nella sala d’attesa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, aspetta per essere interrogata e non sa di essere intercettata. Il figlio è stato fermato con l’accusa di aver uccisa la ragazzina tredicenne. Lei parla con suo figlio minore, Fabio che è con lei. Una frase che, come evidenzia Giallo, entrerà negli atti dell’inchiesta sul caso di Yara.  Massimo Bossetti è in carcere da un anno, su di lui sono aumentati i sospetti e gli indizi  di colpevolezza.

Le tante versioni - In un primo momento il muratore aveva detto di non ricordare dove fosse la sera della scomparsa di Yara, nel novembre del 2006 . In un secondo interrogatorio si corresse e disse di essere sicuramente a casa sua (versione confermata anche dalla moglie).  Quando gli inquirenti gli mostrano le prove della sua presenza a Brembate, nei pressi della palestra di Yara (telecamere che inquadrano il furgono e le celle telefoniche agganciate al suo cellulare) il muratore ammise di essere passato da Brembate. L’intercettazione della madre è molto importante perché la donna, davanti agli inquirenti. Ha sempre difeso il figlio. Ma quando non sa di essere intercettata si lascia andare.


Articolo letto: 967 volte
Categorie: Cronaca


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Risposte - Commenti

Alberto

18/06/2015 08:14:51
Se non è completamente scema, sapeva di essere intercettata. Se invece è completamente scema, le sue parole non valgono nulla. Sono comunque fatti riferiti, "si dice", ""mi ha detto" e come prove molto deboli. L'impressione è che gli inquirenti partano da una presunzione di colpevolezza e stiano facendo di tutto per dimostrarla.
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