Venduto al prezzo di 449 euro, la versione migliorata del modello Rift cerca di andare incontro alle esigenze del pubblico mainstream riducendo al minimo il tempo necessario per il setup, e velocizzando così il tuffo negli oceani della VR.

Roma
18:00 del 04/06/2019
Scritto da Carmine

RECENSIONE OCULUS RIFT S - Oculus Rift S, così come il suo fratellino minore standalone, è nato per adempiere questo compito e - ve lo anticipiamo sin da subito - ci riesce alla perfezione. Venduto al prezzo di 449 euro, la versione migliorata del modello Rift cerca di andare incontro alle esigenze del pubblico mainstream riducendo al minimo il tempo necessario per il setup, e velocizzando così il tuffo negli oceani della VR. Per farlo, elimina il bisogno di installare sensori esterni e - tramite il collegamento di un cavo al PC - permette a chiunque di sperimentare le potenzialità di questa tecnologia senza troppo sforzo. Insomma, un piccolo passo per Oculus, un grande passo per la realtà virtuale.

Il nuovo design di Oculus Rift S, progettato in collaborazione con Lenovo, risponde a precise esigenze pratiche: l'architettura del visore è infatti strutturata per contenere al suo interno i 5 sensori necessari al tracciamento con sei gradi di libertà (6-DOF). Il cambiamento di stile ha portato con sé anche un comfort decisamente superiore al passato: l'headset monta sia una cinghia a strappo nella parte superiore, utile alla regolazione quando viene indossato, sia una rotellina posteriore con la quale adattarlo alle dimensioni della testa.


RECENSIONE OCULUS RIFT S - Sul lato sinistro non può certo mancare il jack per le cuffie da 3,5 mm; in assenza di auricolari, il sistema integrato risulta sufficientemente efficace, al pari di quello saggiato con Quest. Tutti questi accorgimenti al design hanno avuto un inevitabile contraccolpo sul peso complessivo, che ora si attesta sui 563 grammi: l'aumento rispetto al Rift base è davvero impercettibile, ed anzi la rinnovata comodità rende la sua fruizione decisamente meno gravosa. 
Allo stesso modo, le dimensioni (275mm x 94mm x 133mm) non causano eccessivo impaccio durante le fasi di gioco: in sostanza, Rift S - sul versante della comodità - è promosso a pieni voti. Anche sul piano tecnico questo nuovo modello prende le distanze dal suo predecessore: il visore monta un display LCD "fast-switch" in sostituzione dello schermo OLED appartenente al primo RIft, ed una risoluzione pari a 2560x1440p totali per un refresh rate di 80hz.

Passando invece alla qualità visiva del Rift S, bisogna precisare che la risoluzione dei due display LCD è pari a 1280x1440 pixel per ciascun occhio, un incremento di oltre il 40% in più rispetto al Rift. L’aumento della risoluzione, seppur non clamoroso ai fini pratici, si nota comunque subito passando dal Rift al Rift S e, sebbene parliamo di risoluzioni ancora “insufficienti” per non accorgersi della retinatura dei pixel, il passo avanti rispetto al visore precedente è comunque innegabile.

RECENSIONE OCULUS RIFT S - Lo stesso calo del refresh-rate (da 90 a 80 Hz) è pressoché impercettibile nei giochi che ho provato (sparatutto, guida, azione, avventure grafiche in prima persona) e, anche con titoli molto frenetici come Beat Saber, mentirei se dicessi che mi sono accorto di quei 10Hz in meno. Si nota di più invece il passaggio dall’OLED al LCD, mossa fatta sicuramente per risparmiare in fase di produzione ma che, a parte una resa dei neri inferiore e a un contrasto meno pronunciato, dà vita a un’esperienza visiva senza particolari limiti, se non appunto a livello di contrasto e di profondità dei neri.


Per quanto riguarda infine la libreria di giochi disponibile, non solo potete accedere all’Oculus Store, ma potete anche giocare ai titoli di SteamVR e, quindi, avere a disposizione una mole notevole di titoli. Nel mio caso i test sono stati effettuati con un PC dotato di processore Intel Core i5 7600K spinto a 4 GHz, 16 GB di RAM, un SSD SAMSUNG 960 PRO NVMe da 512 GB e una GeForce GTX 1080Ti MSI Gaming OC già overcloccata di fabbrica.

Non avendo sperimentato alcun limite già con il Rift, anche con il Rift S mi sono trovato alla perfezione con qualsiasi gioco provato, ma come già accennato può benissimo bastare una GTX 1060 e, in caso di prestazioni non soddisfacenti, mettere a mano alle impostazioni grafiche in quei giochi che lo permettono. Certo, con una GTX 1070 avrete ancor meno problemi, ma già con la sorellina minore (che ormai trovate online a circa 200 euro) potrete entrare nel mondo della VR su PC senza spendere un patrimonio.

Tirando le somme, l’Oculus Rift S non offre nulla di straordinario o rivoluzionario per chi proviene dal Rift, che rimane anzi migliore sotto certi aspetti (audio, schermi OLED, peso più contenuto) ma peggiore in altri (configurazione iniziale più laboriosa, più cavi, necessità di sensori esterni, minor comodità in sessioni di gioco particolarmente lunghe).

Il prezzo rimane comunque aggressivo e ormai non serve più un PC da nababbi per giocare in VR su PC, ma la sensazione, al netto di un approccio che piacerà molto ai neofiti della realtà virtuale e di una libereria software che cresce giorno dopo giorno, è che il Rift S sia un po’ un’occasione sprecata se pensiamo ai tre anni trascorsi dall’uscita del Rift. Non che per i super appassionati manchino alternative ben più costose e di fascia ancora più alta tra Vive Pro e il prossimo Valve Index, ma chi si aspettava un grande passo avanti rispetto al primo Rift rimarrà probabilmente deluso.


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Categorie: , Tecnologia, Videogames


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