ITALIANI OBESI, UN DRAMMA NAZIONALE - Il governo Conte bis sta valutando l’introduzione di una tassa sulle merendine e sulle bibite gassate.

Bologna
18:13 del 27/09/2019
Scritto da Samuele

ITALIANI OBESI, UN DRAMMA NAZIONALE - Il governo Conte bis sta valutando l’introduzione di una tassa sulle merendine e sulle bibite gassate. Il primo ad aver lanciato questa proposta è stato Lorenzo Fioramonti, neo ministro dell’Istruzione, in un’intervista rilasciata il 2 settembre scorso al Corriere della Sera: “Vorrei delle tasse di scopo, per esempio sulle bibite gassate e sulle merendine […] L’idea è: ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani”. L’ipotesi è stata accolta positivamente dal Presidente del Consiglio, che alla festa di Fratelli d’Italia ad Atreju del 21 settembre l’ha definita praticabile. Già il giorno successivo, appena atterrato a New York per i lavori dell’Assemblea generale dell’Onu, Conte ha ritrattato però la sua posizione, precisando che “È prematuro dire se decideremo di sì”. Con molta probabilità, la marcia indietro è arrivata anche a causa dello stop di Di Maio e la pioggia di critiche degli alleati e dell’opposizione.

Salvini ha pubblicato un post dove il premier è ritratto con una merendina gigante tra le mani e la didascalia: “Nascondete subito crostate, flauti, cornetti e bonbon: arriva la tassa sulle merendine”. Al leader della Lega hanno fatto eco la deputata di Forza Italia Mariastella Gelmini – “Tra un po’ ci faranno pagare anche l’aria!”, ha scritto su Facebook – e Matteo Renzi, che si è detto ironicamente preoccupato per essere d’accordo con Di Maio. Anche il Codacons ha contestato la sugar tax, definendola da “fanta-fisco” e punitiva nei confronti dei consumatori.

ITALIANI OBESI, UN DRAMMA NAZIONALE -Abbandonando il facile sarcasmo che una proposta del genere può generare, bisogna chiedersi se è davvero tanto assurdo prevedere delle tasse di scopo per le bibite gassate e gli snack ad alto contributo di zuccheri. Leggendo alcuni dati, la risposta non può che essere un secco e deciso “no”. Il rapporto del 2019 redatto dall’Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation, in collaborazione con l’Istat, dimostra infatti che un italiano adulto su due è obeso o sovrappeso. La situazione è poco meno grave tra i più giovani, dove l’obesità è un problema per uno ogni quattro. Tradotto in percentuali, il 46% degli adulti e il 24% dei minorenni italiani ha problemi, talvolta gravi, con il proprio peso. Ancora più allarmante è la stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che inserisce l’Italia tra i Paesi ad alto rischio di obesità infantile, subito dietro Spagna e Malta.


ITALIANI OBESI, UN DRAMMA NAZIONALE - IL CIBO-SPAZZATURA – Di fatto i dati sull’obesità sono riconducibili alle abitudini degli italiani: 1,9 milioni si definiscono amanti del cibo spazzatura: dai fritti alle bevante gasate. I più a rischio sono i millennials. È quanto emerge da una ricerca del Censis, secondo cui 1,2 milioni gli italiani si autodefiniscono ingordi e, tra i più voraci ci sono gli anziani e le persone a bassa scolarità. Nel panorama internazionale? Secondo il Censis, dati aggiornati al 2014, con il 10,3% di obesi l’Italia si colloca in Europa al penultimo posto (meglio di noi solo la Romania), molto al di sotto della media dei 28 Paesi (15,9%) e più ancora rispetto ai tassi di obesità di Australia (27,9%) e Stati Uniti (38,2%). In dieci anni però gli obesi nel nostro Paese sono aumentati del 4%. E le persone sovrappeso sono il 36,1% in Italia (+6% in dieci anni): un valore poco superiore alla media Ue (35,7%) e ai valori di Australia (35,5%) e Stati Uniti (31,9%). Il costo sociale attuale di obesità e persone sovrappeso è stimato in 30 miliardi di euro. Eppure, con l’arrivo di Donald Trump, la Casa Bianca allenta le norme per rendere più salutari i pasti scolastici, una delle battaglie dell’ex first lady Michelle Obama. Il nuovo ministro dell’Agricoltura, Sonny Perdue, ha posticipato la riduzione del sodio, attenuato la richiesta di cereali integrale e autorizzato il ritorno del latte dolcificato e aromatizzato.

LA PREVENZIONE – “L’obesità è una malattia curabile – ha dichiarato Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ricerca sull’obesità all’Università degli Studi di Milano – ed è quindi necessario mettere in atto una serie di attività volte da un lato a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, dall’altro a rendere consapevole la classe politica e dirigente che affrontare l’epidemia di obesità è ormai necessario e non più procrastinabile”. Nei casi più gravi, dopo un’attenta valutazione interdisciplinare, una soluzione all’obesità può essere rappresentata dalla chirurgia bariatrica che, tramite il ricorso alle tecniche d’avanguardia oggi a disposizione, può consentire un calo di peso significativo. Secondo un’indagine condotta dal Centro di studio e ricerca sulla Sanità Pubblica dell’Università Milano Bicocca, infatti, con la chirurgia bariatrica il paziente può guadagnare oltre tre anni di vita, vissuta in condizioni di salute ottimali.


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Categorie: , Denunce, Salute, Sociale


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