La leader del movimento “Domenica no grazie, Tiziana D’Andrea, racconta delle telefonate che riceve dalle ex colleghe che denunciano condizioni di lavoro inaccettabili

Treviso
07:30 del 14/09/2018
Scritto da Carmine

“Lavorare tutte le domeniche mi ha stravolto la vita. Dopo 20 anni di lavoro come commessa in una catena di moda ho dovuto licenziarmi”. Tiziana D’Andrea, ex commessa a Treviso, leader del movimento “Domenica no grazie”, racconta alla Tribuna di Treviso l’ultima delle centinaia di telefonate che riceve da chi non riesce più a sostenere i ritmi imposti dai datori dopo il Decreto Salva Italia del Governo Monti del 2012.

"Mio figlio era diventato un pacchetto postale"

“A me era capitato lo stesso, mio figlio era diventato un pacchettino postale. E i contratti vecchi, con le maggiorazioni per i festivi, sono sempre di meno”. Dal punto di vista di Tiziana quindi il progetto di legge sulle chiusure domenicali portato avanti dal nuovo governo è una battaglia vinta: “O è la volta buona questa, o non ce la faremo mai più. Il governo ha un’ampia maggioranza e non ha scuse. Come comitato abbiamo proposto un tetto di aperture domenicali l’anno (al massimo 12) e nessuna nelle altre festività. Abbiamo suggerito inoltre di introdurre una penale per chi non rispetta il tetto delle chiusure”.


Cambiati i rapporti nelle famiglie

“Non si può negare che la liberalizzazione ha cambiato i rapporti nelle famiglie e, anche per chi non ne ha, nelle relazioni”. A chi la accusa di non voler lavorare D’Andrea risponde che invece è tutto il contrario. “Noi vogliamo lavorare e tutelare i posti di lavoro. Diciamo, anzi, di tenere aperte determinate domeniche ma solo quelle che aiutano l’occupazione chiudendo quando la scelta è palesemente di pura speculazione”.

Le conseguenze per i posti di lavoro

C’è inoltre chi, contrario al provvedimento, agita lo spettro della perdita di posti di lavoro: “Nemmeno questo è corretto - spiega D’Andrea - la grande distribuzione non ha interesse a pagare i dipendenti di domenica, spesso aumenta le postazioni con le casse automatiche. Inoltre osserva l’ex commessa spostando i flussi dei clienti dalla piccola alla grande distribuzione i piccoli negozi, che avevano una percentuale di dipendenti non di molto inferiore sono costretti a chiudere”. Ben vengano, al limite, le deroghe per le città turistiche, a patto che siano previsti dei paletti in base alla stagionalità”, conclude Tiziana.

Da: QUI


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Categorie: , Cronaca, Lavoro


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