La joint venture tra le teste pensanti del primo Nier, Yoko Taro e Yusuke Saito, e gli specialisti dell'action game Platinum Games é alla base dello sviluppo di Nier Automata.

Bari
11:00 del 22/12/2016
Scritto da Luca

La joint venture tra le teste pensanti del primo Nier, Yoko Taro e Yusuke Saito, e gli specialisti dell'action game Platinum Games é alla base dello sviluppo di Nier Automata. Dal momento che il predecessore del 2010 era stato lodato per la componente artistica e sonora (da cui la possibilità di organizzare un concerto dedicato), era stato abbastanza bacchettato sia sul fronte del gameplay che quello grafico.
Per il seguito Square Enix ha voluto stabilizzare questi secondi aspetti, coinvolgendo un team apprezzato a livello internazionale, che già da alcuni anni lavora in outsourcing per altri team (Activision, Nintendo, Konami). I miglioramenti sopratutto al combattimento system si fanno alquanto apprezzare nella demo gameplay recentemente presentata.
Un'ambientazione squisitamente apocalittica, dove gru e cisterne ricordano una colossale raffineria. 

Il prossimo 10 marzo arriverà in Italia NieR Automata, il sequel di uno dei prodotti più affascinanti e sottovalutati realizzati da Square-Enix, che aveva affidato a Cavia lo sviluppo di NieR nel 2010. Dopo una gestazione particolare per quanto riguarda il titolo di pubblicazione, sotto l'attenta direzione di Taro Yoko, che torna a guidare il progetto di Automata, NieR era riuscito a ritagliarsi un importante ruolo all'interno del panorama videoludico, senza però riuscire a sfondare a pieno il muro dello scetticismo. Con il suo sequel, che arriva a sette anni esatti di distanza da quel primo tentativo, PlatinumGames, che ha preso in mano la gestione del prodotto, spinge molto più in avanti, rispondendo a una sfida molto più complessa, trasformando il tutto in un'ambientazione decisamente open world. Negli studi di Koch Media circa una settimana fa abbiamo avuto modo di provare parte di NieR Automata, per il quale quest'oggi arriverà anche una demo sui vari store.
Dalla Luna alla Terra
NieR Automata condivide lo stesso scenario post apocalittico che era proprio di NieR, senza però avere una vera e propria connessione narrativa, proprio come accaduto da tutto il resto della saga di Drakengard. La linea temporale dopo il capitolo originale, quindi, è separata dal contesto di Automata, ma non si sa di quanto, non ancora almeno, ma la storia intera ruota attorno a una pericolosa guerra tra l'umanità sopravvissuta e un esercito di macchine, che nelle vesti di invasore sta cercando di conquistare il mondo. Il primo tentativo di assalto ha costretto l'intera umanità a un trasferimento improvviso sulla Luna, ma nonostante ciò nessuno ha voluto abbandonare la propria terra natia, per questo sono stati costruiti degli androidi da combattimento, noti come YoRHa, per combattere tutti gli invasori. Comandati tutti dal Bunker, una base di ricognizione situata nell'orbita attorno alla Terra, gli YoRHa, rifuggono le emozioni e si concentrano sulle proprie capacità combattive, proprio come YoRHA No. 2 Model B, anche nota come 2B, un modello femminile dai tratti calmi e composti, del quale prenderemo il comando sin da subito. 2B è accompagnata da un androide da ricognizione, 9S, che è solito concedersi a qualche emozione in più rispetto all'androide principale della nostra avventura. 



Distopico quando serve
NieR Automata rappresenta una sfida non da poco per gli sviluppatori che sono stati chiamati a lavorarci su: innanzitutto si tratta del primo vero open world per PlatinumGames, che ha anche deciso, su indicazione della direzione e a opera di Isao Negishi, uno dei due principali game designer, di inserire meno nemici a schermo rispetto a quanti ne avessero messi nei loro precedenti titoli: tale necessità nasce proprio dalla voglia di dare maggior respiro all'interno ambiente, così da poter apprezzare anche la desolazione del mondo, che in questa distopia fortemente ricercata e voluta deve mostrare degli scorci che coinvolgano il giocatore. Nei nostri circa quaranta minuti di gioco tale sensazione ci è stata trasmessa, ma siamo abbastanza sicuri che in alcuni momenti sarà molto esasperata, perché al di là di qualche torre e qualche corridoio popolato di nemici non abbiamo avuto modo di esporci: restiamo, quindi, fortemente incuriositi dall'open world che i PlatinumGames hanno voluto e dovuto ricreare. Quel che è rimasto invariato è chiaramente l'inclinazione del team di sviluppo per gli action game: l'esperienza di Bayonetta, ma ancor più di Metal Gear Rising: Revengeance per l'atmosfera trattata, è fortemente ricondotta su NieR Automata, che riesce a connubiare la rapidità del combattimento con la spettacolarità dei vari movimenti. Il supporto datoci da Pod42, un robot che ci starà sempre accanto in ogni nostro movimento, rende ancora più frenetica l'intera battaglia proposta: d'altronde il piccolo droide che aleggia a mezz'aria ha la possibilità di sparare in maniera continuativa proiettili che colpiscono direttamente gli avversari. Nel caso in cui non foste abituati ai bullet hell di vecchia data potrete anche impostare il target automatico. Mentre quindi la sua mitraglia colpirà in maniera continuativa, voi avrete la possibilità di attaccare con le vostre armi, per i colpi pesanti e per quelli leggeri. Le sfide si sono dimostrate anche molto variegate, da stanze all'interno delle quali venivamo circondati da vari nemici, fino a battaglie che ci hanno costretto a difenderci dall'assalto di macchine decisamente grandi minute di fastidiosissime ruote moventi cariche di spilli duri. Queste ultime ci sono sembrate molto più riflessive di quelle molto più intense e rapide descritte prima, che ci portavano a correre in tutto l'ambiente a disposizione assaltando i nostri nemici. Tra l'altro ogni combattimento si arricchisce indicandoci i danni inflitti ai nemici, ma anche alcune informazioni salienti come il livello dell'avversario e la barra degli HP a disposizione. Le sfide con i boss ci sono sembrate, nell'unica affrontata in realtà, abbastanza insipide per adesso, con un pattern di attacco unico da parte dell'avversario che diventava vulnerabile esclusivamente dopo aver mandato a vuoto un assalto. Nel finire della demo, però, supportati da un intervento di supporto da 9S, siamo riusciti a spiccare il volo con un esoscheletro armato di mitraglie e razzi, che hanno reso più rapida anche una sfida contro un'enorme macchina che sembrava destinata ad avere vita decisamente lunga. Ogni personaggio è equipaggiato, infine, con due armi, una che si attiva con il quadrato e l'altra col tasto triangolo (NieR è un'esclusiva PlayStation 4): per adesso sono state annunciate soltanto tre classi di armi, ma siamo riusciti a vederne soltanto due, ossia le armi pesanti e quelle leggere. 



NieR Automata chiaramente non si dimentica dell'aspetto RPG, ma nei pochi minuti a nostra disposizione con la demo non abbiamo avuto molto tempo per approfondire tale tematiche, che sicuramente troveranno non poca diffusione nella demo che tra qualche ora troverete sugli store. Al di là della possibilità di acquistare le armi presso i mercanti della città, ci sarà modo anche di potenziarle e di sfruttare al meglio ogni loro caratteristica. Non abbiamo approfondito adeguatamente la questione del level up, dato che non siamo riusciti ad avere il tempo necessario per salire adeguatamente di livello, ma in ogni caso si confermano gli archetipi del genere, con i punti esperienza che hanno arricchito le nostre avventure per potenziare i nostri parametri. Il vero punto di forza della demo testata ci è sembrato essere il level design, passando al discorso legato alla realizzazione degli ambienti: la telecamera di NieR Automata riesce a essere di ottimo supporto ai movimenti di 2B, soprattutto quando le inquadrature cambiano, cosa che avviene in maniera abbastanza sovente. Alcune battaglie le dovremo affrontare con uno scorrimento laterale, altre invece saranno gestite dall'alto, fino a lasciarvi spazio di movimento all'interno delle arene che faranno da palcoscenico alle nostre battaglie. Diverso sarà sicuramente il discorso per quanto riguarda l'open world, che per ora si è mostrato ai nostri occhi soltanto attraverso alcuni contenuti gameplay distribuiti da Square-Enix, ma sui quali non abbiamo potuto mettere mano. In ogni caso tutto è adeguatamente realizzato, in sintonia con l'atmosfera proposta e allo stesso modo si presta molto bene ai movimenti rapidi della nostra protagonista, che oltre alle classiche combo può anche districarsi in una sorta di fatality, che una volta atterrato l'avversario ci permetterà di calciarlo verso gli altri, creando una catena di attacchi anche molto spettacolare. 


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Categorie: , Videogames


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