Nazionalizzare le banche: un metodo per uscire dalla crisi? | L’analisi di Italiano Sveglia

Matera
12:05 del 15/12/2014
Scritto da Gerardo

Nazionalizzare le banche significa che lo stato compra le azioni di maggioranza della banca interessata divenendo azionista di maggioranza e di fatto controllando la banca stessa ,almeno nelle decisioni cruciali.  Ma perchè invece di nazionalizzare le banche non si nazionalizza la Banca d'Italia che è di fatto controllata dalle più influenti banche italiane ( private ) anche dal punto di vista politico? Infatti come mai le banche in Italia sono le più care d'Europa e nessuno fa mai niente sia a destra che a sinistra?

ENI ed ENEL non furono "nazionalizzate", nacquero come enti di Stato. L'ENI fu il frutto di Enrico Mattei, quello ucciso dalle 7 sorelle in quanto l'ENI - sotto la sua guida - era un pericoloso concorrente. Nazionalizzare significa che lo Stato in pratica compra un'impresa o banca. Ad esempio: privatizzata fu la SIP che raccolse sotto di sè alcune sigle telefoniche nazionali private, o la Montedison. Non per nulla siamo caduti in picchiata da metà anni 90 con: privatizzazioni, abolizione dei dazi e contingenti, apertura al mercato estero (la polizia con...le BMW!...o le Subaru addirittura, nemmeno europee!).

Le banche "di interesse nazionale" c'erano dal tempo del fascio ed erano: BNL, Credito Italiano, Bco di Napoli e Bco di Sicilia, Bco di Roma. Il loro pacchetto azionario era controllato dallo Stato: tenete conto che con un 15/20% sei di fatto il padrone di una grossa azienda, in più la quota azionaria statale aveva diritto privilegiato di voto, e per Legge i vertici di queste banche erano di nomina governativa. C'erano poi Banche come la Cariplo, Ente Morale, che non doveva distribuire i dividendi fra papponazionisti come si usa nel privato ma reinvestirli in opere di utilità sociale ed economica.

Questo tipo di economia consente di portare attività in zone ed in ambiti (ad es certi tipi di credito) dove il privato non rischia o non si sente stimolato per lo scarso bottino(=profitto); al tempo stesso, si mantiene anzi promuove un'occupazione anche di qualità. Le aziende privatizzate o private concessionarie di pubblici servizi avendo come unico fine il bottino, comprimono i costi del personale attraverso un sottodimensionamento degli organici e varie forme di sfruttamento, oltre ad esternalizzare (altra novità anni 90) ed utilizzare (sempre altra bella trovata secondorepubblcihina) il lavoro interinale. Ciò quindi non crea occupazione nel VERO senso del termine come invece cianciava quel venduto di D'Alema a proposito della liberalizzazione telefonica.

Una banca nazionalizzata opera come riscossore di tributi o erogatore di stipendi per contro delle PPAA, finanzia le opere pubbliche a tassi concordati col potere centrale o locale, promuove con più facilità forme di finanziamento come detto sopra poco o per nulla remunerative per i papponi. Inoltre può essere controllata nelle operazioni finanziarie da parte del governo, evitando si spera le belle trovate ben note (speculazioni).


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Categorie: Denunce, Guide, Lavoro, Politica, Sociale


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