Dove sta la difficoltà? Se sono italiani, fanno come gli altri, si cercano un lavoro e si trovano una casa. Non trovano lavoro perché non hanno un'istruzione?

Bologna
10:45 del 14/03/2017
Scritto da Luca

Dove sta la difficoltà? Se sono italiani, fanno come gli altri, si cercano un lavoro e si trovano una casa. Non trovano lavoro perché non hanno un'istruzione? Cavoli loro, hanno la possibilità di andare a scuola come gli altri, e se i genitori non ce li mandano, si faccia come si fa con le famiglie italiane: in caso di assenze continuative nella scuola dell'obbligo intervengono i servizi sociali. Per i nomadi che invece non hanno cittadinanza italiana, dopo una verifica sul fatto che il loro reddito non gli permette di mantenersi, si applica la normativa tale per cui un cittadino comunitario non può soggiornare in Italia per più di un certo periodo di tempo laddove diventi un onere per lo stato sociale e pertanto se ne deve tornare a casa sua. Le leggi per contrastare il fenomeno ci sono, ma evidentemente a qualcuno fa molto comodo mantenere questo status quo, poco importano i disagi patiti dai cittadini

L’insediamento per soli rom – per ospitare le 120 famiglie di zingari attualmente al Camping River – si farà. Con apposita determina dirigenziale del 7 marzo il Comune conferma la procedura di gara per il reperimento di un’area attrezzata nel XV municipio, dopo la sospensione in autotutela scattata il 24 dicembre 2016. Insomma: da Marino a Raggi cambia nulla.


Il passo indietro arrivò a seguito dell’attività di monitoraggio sulla procedura avviata dall’Anticorruzione di Raffaele Cantone. L’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre stoppò l’iter con un’apposita direttiva (n.6/2016 del 20 dicembre), “ritenendo contrario ai principi di efficienza ed efficacia proseguire”. Un congelamento per sei mesi, salvo proroga, “nelle more della definizione del procedimento avviato da Anac”. Ma ora si riparte. Il mangia mangia va avanti.

Tranne il fatto che il nuovo insediamento costerà ai contribuenti 1.270.000 euro.Si legge nella determina: “La revoca o annullamento della gara comporterebbe le dimissioni dalla struttura privata ospitante,entro il termine ultimo del 30 giugno 2017, di circa n. 420 persone (di cui più della metà minori (presunti), come risulta dall’ultimo censimento realizzato dalla Polizia Locale nel gennaio – febbraio 2017), persone in condizioni di fragilità e senza alternativa abitativa, che si vedrebbero bruscamente private dell’alloggio e di forme di protezione sociale, con possibili ripercussioni sulla sicurezza pubblica”. La gara poi, specificano ulteriormente, “non prefigura la creazione di un nuovo insediamento rom nel territorio cittadino”, andando semplicemente a sostituire in via provvisoria una baraccopoli già esistente. Appunto: da Marino a Raggi cambia nulla.


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Paolo

14/03/2017 17:27:03
Non lo trovo affatto giusto, e nonostante ci siano leggi per evitare queste situazioni nessuno le attua...forse fa comodo anche a loro..chissa come la prenderanno i cittadini che vivono nelle vicinanze.
6

Angela

14/03/2017 11:31:11
La soluzione migliore sarebbe cominciare a mettere nei campi insieme ai rom qualche centinaio di falsi profughi. Che almeno anche i rom italiani abbiano l'onore e l'onere di sorbirsi questo regalino.
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