QUALE NAS COMPRARE? NAS, unità di archiviazione di rete che offrono il loro spazio di storage a tutti i terminali connessi alla stessa rete LAN (o WLAN se utilizziamo un access point Wireless)

Bari
20:30 del 26/06/2017
Scritto da Samuele

QUALE NAS COMPRARE? NAS, unità di archiviazione di rete che offrono il loro spazio di storage a tutti i terminali connessi alla stessa rete LAN (o WLAN se utilizziamo un access point Wireless).  Lo scopo di piazzare un NAS nella propria rete domestica? Niente di più comodo a mio avviso: avere tanto, tantissimo spazio su cui salvare backup di sistema (o di più sistemi) oppure realizzare una raccolta multimediale universale per i dispositivi connessi: musica, video, film e foto salvati sui moderni NAS saranno accessibili tramite protocolli come DLNA, UPnP o simili su tutti i terminali connessi alla rete LAN, inclusi televisori, lettori multimediali, PC, smartphone e tablet senza per forza tenere acceso il PC.

QUALE NAS COMPRARE?Se siete indecisi e non sapete che modello prendere, ecco la nostra guida completa per scegliere quale NAS comprare.

Inizialmente erano destinati esclusivamente all’ambito aziendale, ma ora la situazione è cambiata in maniera drastica. C’è stato un vero e proprio “boom” dei NAS destinati all’utenza casalinga che hanno prezzi relativamente contenuti e possono essere configurati in maniera semplice anche da chi non è esperto di reti. A questo punto nasce il dubbio: quale NAS comprare? Come fare a individuare quello più adatto alle proprie esigenze senza spendere più del dovuto? Proviamo a scoprirlo insieme analizzando alcuni degli aspetti tecnici che contraddistinguono questo tipo di dispositivi.

Come scegliere un NAS

La caratteristica più importante che bisogna guardare nei NAS è il numero di alloggiamenti per i dischi (chiamati tecnicamente “bay”). I NAS, infatti, possono “montare” uno o più hard disk ma in realtà vengono forniti quasi sempre sprovvisti di qualsiasi unità. Questo significa che bisogna acquistare i dischi separatamente o che bisogna “riciclare” drive di cui si è già in possesso.

Per l’ambito home vanno bene tutti i NAS da uno o più dischi, ma in quest’ultimo caso bisogna fare attenzione alla tecnica di raggruppamento usata per gestire le unità e condividere o replicare i dati su queste ultime. Questa tecnica viene chiamata RAID (acronimo di Redundant Array of Independent Disks) e può essere di vari tipi.

RAID 0 – prevede che i dischi del NAS vengano uniti in un unico disco logico la cui capacità è la somma dei due drive, ma solo a patto che entrambi abbiano la stessa capienza. Se si utilizzano dischi di due misure diverse viene calcolato solo lo spazio dell’unità più piccola. Con questa tecnica i drive vengono letti e scritti in parallelo, ciò assicura una velocità operativa molto alta ma prevede la perdita di tutti i dati in caso di rottura di uno degli hard disk.

JBOD (Just a Bunch Of Disks) – con questa tecnica, gli hard disk vengono concatenati in un unico drive logico. La principale differenza con il RAID-0 è che in questo caso la scrittura dei dati avviene in maniera separata su ciascun disco. Questo significa che se si rompe un drive è possibile accedere ai dati conservati sull’altro. La capacità totale del drive logico è uguale alla somma delle capacità dei singoli hard disk.

RAID 1 – con questa tecnica i dati vengono salvati su un disco e copiati su un altro, e questo evita la perdita dei dati in caso di rottura di uno dei drive (ma non si tratta di un vero e proprio backup, attenzione). La capacità del disco logico è uguale alla capacità fisica del più piccolo dei dischi utilizzati.

RAID 5 – disponibile solo sui NAS da tre o più dischi, prevede la suddivisione dei dati a livello di blocco. Distribuisce i dati di parità in maniera uniforme tra tutti gli hard disk, questo significa che se un disco si rompe i file risultano comunque accessibili seppur con un calo di prestazioni generale. La capacità del disco logico è una “media” fra le tre unità.

RAID 6 – è simile al RAID 5 come funzionamento, ma solo per i NAS da quattro o più dischi. Consente di accedere ai dati anche quando ci sono due unità rotte.

Livelli RAID annidati – alcuni NAS equipaggiati con quattro o più dischi possono utilizzare anche dei livelli RAID “annidati”; livelli in cui un sistema RAID ne utilizza un altro come elemento di base. Tuttavia la loro adozione riguarda principalmente l’ambito professionale e non quello casalingo (di cui ci occupiamo principalmente oggi).

Livelli RAID proprietari – alcune aziende produttrici di NAS hanno elaborato dei sistemi RAID proprietari, i quali promettono di semplificare la gestione dei dischi e ridurre al minimo la perdita dei dati. Uno dei più famosi è il Synology Hybrid RAID di Synology. Trovi le specifiche di questi sistemi sui siti dei rispettivi produttori.

Altre caratteristiche da tenere in considerazione nella scelta di un NAS sono la dotazione hardware di quest’ultimo (CPU, RAM ecc.), le sue dimensioni, la velocità di trasferimento dei dati, le applicazioni supportate (es. Plex, le applicazioni per il download dei file da Internet ecc.) e gli anni di garanzia sul prodotto. Senza dimenticare il numero e il tipo di porte disponibili: i NAS possono essere equipaggiati con delle porte USB che consentono il trasferimento diretto dei file su unità esterne (le porte USB 3.0 sono più veloci delle porte USB 2.0), con una o più porte Fast Ethernet/Gigabit Ethernet per il collegamento del NAS alla rete locale, ad altri NAS o semplicemente per avere delle porte di riserva nel caso in cui una si rompa (ricorda che le porte Fast Ethernet garantiscono una velocità di trasferimento dei dati fino a 100 Mbps mentre quelle Gigabit Ethernet arrivano fino a 1.000 Mbps) e delle porte HDMI per collegare fisicamente il NAS al TV (o a un monitor esterno) e visualizzare i contenuti multimediali presenti su quest’ultimo.


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Categorie: , Guide, Informatica


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