ADDIO AD ANDREA CAMILLERI - E' morto Andrea Camilleri. "Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano".

Milano
05:30 del 17/07/2019
Scritto da Gerardo

ADDIO AD ANDREA CAMILLERI - E' morto Andrea Camilleri. "Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano". Così rispondeva Andrea Camilleri a chi gli chiedeva come mai a 93 anni non si fosse ancora deciso ad andare in pensione, come mai nonostante gli occhi che da tempo si erano spenti, continuasse a impastare realtà e fantasia in quella sua lingua eccezionale, il vigatese, che non aveva alcun corrispettivo nella realtà ma che finiva per essere più concreta che mai.

ADDIO AD ANDREA CAMILLERI - Non si può smettere di fare ciò per cui si è nati. E il Maestro siciliano, morto stamattina a Roma, era nato per raccontare storie.
Lo faceva a dispetto degli anni e della malattia, lasciandosi guidare sulla pagina bianca dalla sua fedele assistente, Valentina Alferj, depositaria della lingua e dei segreti di Montalbano. Lo faceva salendo sul palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa per impersonare Tiresia, l'indovino tebano cieco che compare già nell'Odissea per indicare a Ulisse la via del ritorno


ADDIO AD ANDREA CAMILLERI - Le mille storie dello scrittore Andrea Camilleri
Tante le creazioni letterarie della sua lunga carriera. Da "Un filo di fumo" (1980) in cui compare per la prima volta la cittadina inventata di Vigata in Sicilia a "La forma dell'acqua" (1994), il primo romanzo in cui racconta le vicende poliziesche del commissario Montalbano. Da allora scoppia il "fenomeno Camilleri": in barba alla critica che lo accusa di ripetitività i suoi romanzi vendono sempre di più, arrivando a 60mila-70mila copie con titoli come "Il birraio di Preston" o "La mossa del cavallo". E, come risposta, nel 2001 si cimenta anche con un romanzo dalla spiccata innovazione linguistica: "Il re di Girgenti", ambientato nel Seicento e scritto in siciliano inframezzato con lo spagnolo. Tra il 2007 e il 2009 si occupa anche di pittura, scrivendo dei romanzi su dei grandi artisti come Caravaggio, Guttuso e Renoir. Nel 2006 ha consegnato a Sellerio il finale della saga di Montalbano, chiedendo che venga pubblicato soltanto dopo la sua morte. Negli ultimi anni aveva insegnato regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica


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Categorie: , Cronaca, Cultura


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