La società rossonera dopo il poker incassato col Sassuolo esonera l’allenatore e prende l’ex fantasista olandese. Ma i problemi sono più gravi e il rischio è di un tonfo clamoroso in Champions…

Milano
18:55 del 14/01/2014
Scritto da Albertone

Puntuale come un orologio svizzero, ecco arrivato l’esonero che tutta Italia si aspettava e la Milano milanista auspicava ormai da tempo: Max Allegri a Milanello non metterà più piede, come deciso dal presidente Silvio Berlusconi e come caldeggiato soprattutto dall’ad Barbara Berlusconi.
Troppo, agli occhi della dirigenza, incassare quattro pappine (a tre, dopo essere andati sul doppio vantaggio in nemmeno 12 minuti) contro la traballante Sassuolo e regalare una serata da Mille e una notte al 19enne Domenico Berardi, che col gol ci ha preso gusto e che in 90 minuti scarsi si è preso la responsabilità di far allontanare Allegri e la panchina rossonera. Le strade fra i due non si ritroveranno in futuro, come la storia ha ormai insegnato: chi esce dalla porta girevole rossonera, non ci fa più ritorno.
Così, il gran momento di Clarence Seedorf pare essere arrivato. Toccherà a Mauro Tassotti, ex terzino ai tempi di Sacchi, uno dei fedelissimi della società di via Turati, “sbrigare” la pratica Spezia in Coppa Italia nella speranza che tutto vada per il verso giusto, ovvero che la squadra superi il turno ed approdi come da pronostico ai quarti di finale. Sarà lì, poi, che Montolivo e compagni assisteranno al passaggio di consegne, mettendosi a disposizione di quello che per molti di loro è stato anche compagno di squadra oltre che avversario.
Seedorf ha rinunciato in anticipo al calcio giocato, ha salutato il Botafogo ed è corso in aeroporto quando il Milan lo ha chiamato, confermandogli di aver superato la concorrenza interna di Pippo Inzaghi. Seedorf arriverà in Italia a ore, conscio di una situazione di classifica molto difficile e di un gruppo che sul terreno di gioco appare sconclusionato, disunito, incapace di rispondere ai colpi bassi che l’avversario puntualmente gli propina.
L’arrivo di Honda è stato il botto di mercato che non ha placato i malumori della torcida rossonera, il recupero di Pazzini può dare il valore aggiunto ad un reparto (l’attacco) che è comunque l’ultimo a dover essere ulteriormente sistemato. I problemi veri stanno indietro, subito davanti ad Abbiati, con tre centrali risicati per una serie A di alto livello (Mexes, Zapata, Bonera), con poche alternative sulle fasce ed una mediana che va in crisi quando c’è da battagliare sul serio. Seedorf ha vissuto la sua sfida calcistica dalla linea di centrocampo in su, nascendo fantasista e poi arretrando ad interno, pensando però sempre più ad offendere che a difendere.
Invece, il lavoro principale riguarderà proprio il reparto a lui meno congeniale, peraltro con gli stessi effettivi che aveva a disposizione Max Allegri. Qualche settimana per ingranare, poi attenzione all’impegno di Champions. L’urna ha scelto l’Atletico Madrid, la squadra che in Liga sta facendo sfracelli e domenica sera ha pareggiato 0-0 col Barcellona. Sulla carta, al momento, non c’è partita. A Seedorf il compito di rendere il sogno dei tifosi – e il cammino del Milano – una realtà possibile.


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Categorie: Calcio


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