Il Milan è stato venduto ai cinesi. Un tifoso rossonero ha scritto una lettera strappalacrime al suo Presidente Silvio Berlusconi: ecco il testo integrale.

Milano
06:30 del 08/08/2016
Scritto da Carmine

Il Milan è stato venduto ai cinesi. Un tifoso rossonero ha scritto una lettera strappalacrime al suo Presidente Silvio Berlusconi: ecco il testo integrale.

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Caro Presidente,

quando ieri ho letto del closing sulla Gazzetta ho pianto. Sì, te lo confesso, ho pianto come un bambino. Sono nato nel 1980 e ho vissuto tutta l’epopea berlusconiana del Grande Milan.

Sono diventato rossonero da piccolissimo, grazie a mia mamma che tifava per Gianni Rivera. Il primo ricordo nitido del nostro Milan, tuo e mio Presidente, risale al dicembre del 1989, quando Chicco Evani ai supplementari gelò Higuita con una punizione magistrale che ci portò in vetta al mondo.

A quei tempi si chiamava ancora Coppa Intercontinentale e le partite venivano trasmesse in diretta sulle tue reti a partire dalle 4,30 del mattino. Io mi puntavo la sveglia dalla sera prima ma per alzarmi non ce n’era bisogno. Il mio cuore rossonero era più puntuale della sveglia.

Quello fu un grande giorno presidente e io andavo a scuola orgoglioso di essere milanista e pronto a sbattere in faccia ai miei compagni la mia superiorità calcistica. Perché il Milan era mio e il calcio era il Milan. Oggi se mio figlio di 6 anni va a scuola con la maglietta del Milan viene puntualmente deriso. Ma questa è un’altra storia, forse.

A pensarci bene, caro Presidente, il primo ricordo nitido è la favolosa cavalcata che ci portò a vincere la prima Coppa dei Campioni contro la Steaua di Bucarest.

Quella fu l’annata della Stella Rossa, della nebbia, di Donadoni che rischiò di morire e delle 5 sberle rifilate al Real Madrid di Buyo e Butragueno.

Ho sempre avuto la passione per le coppe, i campionati e gli scudetti mi davano molta meno emozione.


Ricordi, caro Presidente, le interminabili sfide con il Malines di Preud’homme? Era un portiere terrorizzante. Avevo sinceramente paura tutte le volte che lo incontravamo.

Erano grandi notti, caro Presidente, in cui ti ho amato come si ama lo zio dell’America, quello che ti porta in un mondo colorato dove i sogni diventano realtà.

Sognavo di diventare calciatore del Milan, mi allenavo tutti i giorni con mio fratello dopo aver guardato Holly & Benjy, lanciavo alla Baresi, alzavo la mano per chiamare il fuorigioco e Marco Van Basten ce l’avevamo solo noi.

E che difesa, caro Presidente. Tutti italiani, tutti milanisti. I migliori, eravamo i migliori e i campioni indiscussi di tutto.

Oggi, caro Presidente, quando ho letto del closing sono tornato indietro nel tempo e ho pianto. Lo zio dell’America se ne va, per sempre, e il mio mondo colorato dove i sogni si avverano si infrange sulla dura realtà. Sono arrivati i cinesi. Mi vengono i brividi solo a pensarci.

[foto3]

Caro Presidente, caro Zio Silvio, sarai sempre nel mio cuore e ti sarò eternamente grato per le emozioni intense che mi hai regalato in questi anni. Sei stato il più grande e vincente presidente nella storia del calcio, più di Santiago Bernabeu, Gianni Agnelli e Florentino Perez.

Grazie Presidente, dal profondo del cuore ti auguro che il nuovo stadio del Milan porti il tuo nome.

Però non dovevi vendermi El Shaarawy, era l’unico giocatore riconoscibile a cui mio figlio si era affezionato e grazie al quale teneva al Milan. Nelle ultime settimane parla troppo spesso di Higuain. E io ho paura. Paura che mi diventi juventino. Ho i brividi al solo pensiero.

Ciao Presidente…


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Categorie: Calcio


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