La meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia.

Torino
07:30 del 03/01/2017
Scritto da Gerardo

La meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia.

Quali batteri causano la meningite? E quali sono le fasce maggiormente a rischio?
Gli agenti batterici che causano la meningite sono principalmente il Neisseria menigitidis, più noto come meningococco, lo Streptococcus penumoniae (pneumococco) e l’Haemophilus influenzae. Il meningococco ha diversi sierogruppi, ovvero delle sottoclassi del batterio: A, B, C, Y, W135 e X. Il sierogruppo C è il più aggressivo, oltre che il più frequente in Italia e in Europa. Nel corso del 2015, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel nostro Paese si sono verificati quasi 200 casi di malattia dovuta al meningococco di sierogruppo B o C. Il rischio è più alto tra i bambini piccoli, gli adolescenti e i giovani fino a 30 anni. Con una concentrazione più alta tra i bambini al di sotto dell’anno di età per quanto riguarda il sierogruppo B.

Esiste una correlazione tra l’immigrazione e i casi di meningite?
Pur “essendo innegabile che in tempo di globalizzazione i germi si muovono con gli uomini”, spiega il dottor Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità, è impossibile stabilire una correlazione, poiché la trasmissione dei batteri può verificarsi durante qualsiasi trasferta all’estero dei cittadini italiani. Inoltre, aggiunge il direttore del Dipartimento, è bene tenere a mente che “i casi di meningite avvenuti in Toscana sono dovuti al menigococco C che è da sempre presente in Italia e in Europa”.


I casi di meningite sono aumentati nell’ultimo anno?
No, anzi. “Nell’ultimo anno – spiega ancora Rezza – i casi di meningite da meningococco sono stati circa 190 mentre l’anno precedente si sono registrati 196 casi, per cui si tratta di un andamento stabile”. Per quanto riguarda “i casi di meningite che di sepsi, circa 1700 nel 2016, si nota invece una leggera diminuzione rispetto all’anno passato”. Non esiste quindi “un’emergenza meningite, l’importante è aumentare la sorveglianza e usare tutti i vaccini a disposizione”. Secondo Antonio Chirianni, primario di Malattie infettive all’ospedale Monaldi-Cotugno-Cto di Napoli e presidente del Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, ad oggi, la copertura delle vaccinazioni “è molto bassa” nonostante la gratuità.

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite? Sono obbligatori o raccomandati?
I vaccini contro il meningococco sono di tre tipi. Quello contro il meningococco di sierogruppo C è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierotipo C. Ci sono poi il vaccino coniugato tetravalente che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y, e quello che protegge esclusivamente contro il meningococco di tipo B. Alcuni vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A, C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale.


La vaccinazione è raccomandata per alcuni persone a rischio?
Sì, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il vaccino “è fortemente raccomandato” per chi è affetto da talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, oppure se la quotidianità della persona presenta alcune particolari condizioni: lattanti che frequentano asili nido, vita in collegio, frequentazione di discoteche o dormitori, reclute militari e, più in generale, se si devono visitare regioni del mondo in cui la malattia meningococcica è comune come in alcune zone dell’Africa. Al di fuori di queste condizioni, l’Istituto Superiore di Sanità afferma che “la vaccinazione negli adulti non è raccomandata” ma “chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla Asl o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base”.

Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino?
La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi, mentre per il resto l’offerta varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B – al momento gratuito solo in alcune regioni, ma presto dovrebbe esserlo a livello nazionale – prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, nei primi mesi di vita del bambino, seguendo il calendario vaccinale italiano e non sono necessari ulteriori richiami.


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Categorie: , Denunce, Salute


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Risposte - Commenti

Angela

03/01/2017 11:00:45
bontà loro, dicono che i casi di meningite con sepsi sono "leggermente diminuiti".Ma non ci dicono se i casi di morte in seguito a sepsi sono aumentati o diminuiti. Curiosa dimenticanza.
4

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