Dalla ricerca italiana nuove speranze nella lotta al cancro, grazie alla scoperta di una sostanza che si è dimostrata in grado di frenare la progressione tumorale

Brescia
11:30 del 18/08/2015
Scritto da Gerardo

Dalla ricerca italiana nuove speranze nella lotta al cancro, grazie alla scoperta di una sostanza  che si è dimostrata in grado di frenare la progressione tumorale. Gli scienziati del Dipartimento di medicina molecolare e traslazionale dell’università degli Studi di Bresciahanno identificato una molecola capace di inibire la crescita di diversi tipi di cancro, quando somministrata per bocca in animali di laboratorio portatori di neoplasie umane. Lo studio, coordinato da Marco Presta e condotto  sotto l’egida dell’Associazione italiana per la ricerca contro il  cancro (Airc), è pubblicato su ’Cancer Cell’ che gli ha dedicato la copertina del numero di agosto.

La scoperta - Lo sviluppo e la progressione di diverse tipologie di tumore umano, come ad esempio il cancro alla prostata e quello polmonare - spiegano dall’ateneo bresciano - possono dipendere ed essere regolati da una famiglia di fattori di crescita chiamati FGF. In queste neoplasie la  presenza di FGF stimola infatti la proliferazione delle cellule tumorali e favorisce lo sviluppo di vasi sanguigni, accelerando la crescita tumorale e la diffusione di metastasi. La nuova scoperta deriva da uno studio iniziato diversi anni fa nel laboratorio di Presta, nell’ambito di progetti finanziati dall’Airc. Dal lavoro era emerso come una proteina denominata PTX3,coinvolta nei meccanismi naturali di difesa contro i microorganismi, fosse in grado di inibire l’attività biologica di diversi FGF.   

“Lo studio - sottolinea Presta - dimostra per la prima volta come la crescita e disseminazione metastatica di tumori uMani FGF-dipendenti sia fortemente inibita quando tali tumori sono inoculati in animali di laboratorio geneticamente modificati in modo da produrre livelli elevati della proteina PTX3. Sulla base di tale osservazione - prosegue lo scienziato - è stato possibile identificare, mediante modelli informatici, una piccola molecola derivata dalla struttura di PTX3 capace di legare tutti i membri della famiglia degli FGF. Tale molecola, denominata NSC12, si è dimostrata in grado di inibire la crescita di cellule tumorali umane e la loro capacità di dare metastasi al polmone e al fegato anche quando somministrata per via orale”.     La scoperta apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci in grado di bloccare la progressione neoplastica e la disseminazione metastatica dei tumori umani la cui crescita è mediata dagli FGF.


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Categorie: Medicina


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