Il boss Matteo Messina Denaro ancora latitante Da sempre gode di tante coperture

Trapani
14:59 del 01/11/2014
Scritto da Gerardo

Ci sono voluti più di quarant'anni per arrestare Bernardo Provenzano, 24 anni per catturare Totò Riina. Quanti ce ne vorranno per mettere le Mani su Matteo Messina Denaro? Il boss trapanese è stato inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi non solo in Italia ma in tutto il mondo. In tutti gli arresti dei super boss c'è sempre stato qualcosa di strano, qualcosa che un osservatore attento non ha potuto fare a meno di notare. Quando fu arrestato Riina incredibilmente il suo covo non fu subito perquisito, consentendo ai suoi uomini di portare via materiale compromettente.

Nel 2006 viene catturato Bernardo Provenzano, il braccio destro del boss di Corleone. Già in passato era sfuggito in maniera clamorosa ad alcuni arresti, sempre coperto da qualcuno e probabilmente avvisato in tempo dell'arrivo degli agenti.  E' proprio dal 1993, anno che vide la cattura di Riina e le stragi al patrimonio artistico italiano, che Matteo Messina Denaro è latitante. Il boss ha goduto e forse gode ancora di tante coperture in Sicilia, specie a Castelvetrano, paese d'origine del boss trapanese. In tutti questi anni anche lui è riuscito a sfuggire a più di un arresto.

Non potendo arrivare a lui, le indagini si sono concentrate sui suoi possibili complici e così tra il 2009 ed il 2010 circa 30 persone sono state arrestate proprio a Castelvetrano, accusate a vario titolo di aver favorito la latitanza del boss. Lo scorso anno altri 30 fiancheggiatori di Messina Denaro sono stati arrestati insieme anche alla sorella e al nipote ma del boss ancora nessuna traccia. Molti dei suoi uomini di fiducia sono in carcere ma, evidentemente, il potere di Denaro è senza confini oppure, cosa ancora più grave, a proteggerlo sono personalità importanti dotate di grandi potere.

Sempre nel 2013 è scattata una denuncia da parte di un maresciallo dei carabinieri contro i suoi superiori. Il maresciallo raccontò di aver individuato per strada il boss e di averlo seguito fino all'ingresso di una villa. I suoi superiori, però, secondo quanto raccontato dal maresciallo, una volta venuti a conoscenza dell'accaduto lo obbligarono a lasciar perdere l'indagine. Un fatto molto grave che rende ancora più forte che ci sia qualcuno molto in alto che spinga affinché il boss non venga catturato.

Ci troviamo nel pieno del processo sulla trattativa Stato-Mafia e l'eventuale arresto di Messina Denaro potrebbe rappresentare la chiave di svolta di questa vicenda buia della prima Repubblica. Alcuni pentiti hanno dichiarato che Denaro conosce segreti troppo importanti e che per questo motivo non conviene farlo catturare. Gli stessi pentiti hanno ammesso che anche se un giorno dovessero arrestarlo potrebbe essere tutta una farsa perché, secondo loro, vorrebbe dire che il suo sostituto è già stato trovato.

Che il boss abbia goduto e probabilmente goda ancora di coperture politiche ed imprenditoriali sembra abbastanza evidente. Da onesti cittadini italiani c'è da sperare che l'arresto del boss venga considerato una priorità assoluta da parte dello Stato e che tutti remino dalla stessa parte. La colpa, però, è anche degli italiani stessi, di tutti quegli italiani omertosi che lo hanno coperto e che da ciò ne hanno tratto vantaggi e che non hanno capito che fino a quando alla criminalità organizzata verrà permesso di vincere appalti, costruire centri commerciali e guadagnare sui rifiuti tossici l'economia del paese non si riprenderà mai e per le generazioni prossime non ci sarà futuro in questo paese.

 

 

 


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Categorie: Cronaca, Denunce


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