Nella città dei sassi esplode la festa: il riscatto del Mezzogiorno e di una Regione intera come la Basilicata può passare anche da questa vittoria?

Matera
11:20 del 20/10/2014
Scritto da Albertone

La festa in piazza, le strette di mano fra concittadini e i caroselli delle auto non si vedevano dall'ultimo Mondiale vinto della Nazionale Italiana. Invece venerdì sera a Matera, la città dei sassi più nota al mondo, è stata gioia inimmaginabili. La Basilicata ce l'ha fatta, il suo capoluogo di Provincia ha dimostrato al Vecchio Continente di avere ancora molto da dire e tantissimo da fare. La Capitale europea della Cultura è qui. Una gioia per tutta l'Italia, in particolare per quei territori troppo spesso bistrattati, dove la disoccupazione e l'illegalità occupano un'ampia fetta del quotidiano. Da dove ripartire? Dalla cultura, miglior risposta non potrebbe esserci. A scegliere Matera sono stati 7 dei 13 membri della giuria presieduta da Steve Green, una sorta di plebiscito che ha permesso di battere (anzi, di stracciare) tutta la concorrenza.

Niente da fare allora per le rivali, Cagliari, Lecce, Perugia-Assisi, Siena e Ravenna, che restano però solo apparentemente a bocca asciutta. D'altronde anche loro, come Matera, hanno lavorato a fondo sul progetto 2019 investendo risorse in termini di personale e di logistica. Ed allora ecco che questo sforzo non andrà disperso. D'altronde non è questa la logica: l'obiettivo è quello di stimolare il dibattito attorno alla cultura, senza che ci debba necessariamente essere un primo e un secondo. Già prima della proclamazione della vincitrice, infatti, il ministro Dario Franceschini e i sindaci delle diverse candidate hanno concordato che le cinque città perdenti diventeranno capitali italiane della cultura nel 2015 e nel 2016. Un’ipotesi questa che, una volta confermata dal Consiglio dei Ministri, contribuirà a valorizzare il lavoro svolto e che avrà importanti ricadute sul territorio.

Resta scontato che Matera avrà, nel 2019, gli occhi addosso da parte di tutto il Continente. Un aspetto che non spaventa nè i rappresentanti locali delle istituzioni nè il Governo italiano. Una buona governance, la partecipazione attiva dei cittadini, una spiccata creatività delle iniziative in programma, la dimensione europea e duratura del progetto, la valorizzazione della diversità culturale dei Paesi membri ma anche l’esaltazione degli aspetti comuni: questi sono i criteri che Matera è riuscita a soddisfare incarnando pienamente il senso di questa nomina.

Una nomina che la renderà baluardo in Europa, oltre che in Italia, della cultura del XXI secolo. Un futuro da gustarsi nel presente. Ed allora ecco che i lucani hanno festeggiato per un risultato - alla vigilia - non scontato. Ma si sapeva che Matera potesse essere la scelta giusta, rappresentando un trampolino di lancio culturale ed economico per tutto il Sud Italia.

 


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Categorie: Cultura


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