“E meno male che Grillo aveva chiuso l’era del Vaffa. Ieri gli italiani, eroicamente in fila al freddo, anche per ore, nel tentativo di votare con la legge elettorale più demenziale del mondo, hanno urlato un gigantesco, supersonico Vaffa all’Ancien Régime”.

Bologna
09:20 del 06/03/2018
Scritto da Gregorio

“E meno male che Grillo aveva chiuso l’era del Vaffa. Ieri gli italiani, eroicamente in fila al freddo, anche per ore, nel tentativo di votare con la legge elettorale più demenziale del mondo, hanno urlato un gigantesco, supersonico Vaffa all’Ancien Régime”. 

Marco Travaglio nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano commenta i primi risultati e dice: “Hanno ignorato la propaganda terroristica dei mercati”, “hanno affondato, si spera definitivamente, questo sistema marcio dalle fondamenta. Ma al contempo hanno preso in mano la bandiera della Costituzione, della democrazia e della sovranità popolare, da tempo ammainata da un establishment geneticamente golpista”.


Travaglio dà pure il colpo di grazia al segretario Pd: “Il vero cadavere politico uscito dalle urne (funerarie) è quello di Renzi che, nel breve volgere di quattro anni scarsi, è riuscito a trascinare il centrosinistra dal suo massimo storico (il 40,8% delle Europee del 2014) a un minimo molto prossimo all’irrilevanza. Al posto suo, qualunque leader di qualsiasi paese del mondo si dimetterebbe all’ istante per ritirarsi a vita privata”. E “stavolta però il Vaffa, diversamente dal 2013, non è più un voto di protesta. È un voto costruttivo, di governo”.

E ora Di Maio “ha in tasca una carta formidabile, se sa giocarsela bene: senza di lui non si fanno governi; Mattarella tutto vuole fuorché tornare alle urne con la stessa legge elettorale; in Parlamento chi ha appena arraffato una poltrona tutto desidera fuorché rimetterla in discussione tornando al voto, col rischio di perderla al prossimo giro; se si ripiomba nelle urne per il no di tutti partiti a Di Maio, i 5Stelle la prossima volta possono arrivare al 40%. Forse nel Pd gli Orlando, i Cuperlo, gli Zingaretti e magari anche Letta e Prodi potrebbero comprendere la convenienza di ciò che Emiliano e Bersani propongono da tempi non sospetti: rottamare il sedicente Rottamatore e lavorare a un nuovo centrosinistra insieme a LeU sulle macerie lasciate da Renzi e intanto dare il via libera a un governo di scopo e di cambiamento su pochi punti: legge elettorale, riforme sociali  – dal reddito di cittadinanza per chi cerca lavoro alle maggiori tutele per chi lavora alla riforma della Fornero per chi va in pensione -, lotta all’evasione e alla corruzione, opere pubbliche utili“, l’esatto contrario di quel che si è visto negli ultimi 25 anni”.

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Politica


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