AUMENTI MANOVRA 2019 - Bocciate le rimodulazioni dell'Iva proposte dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, per far quadrare i conti della manovra da 30 miliardi, il governo inserirà una raffica di balzelli sui consumi.

Pisa
06:45 del 15/10/2019
Scritto da Luca

AUMENTI MANOVRA 2019 - Bocciate le rimodulazioni dell'Iva proposte dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, per far quadrare i conti della manovra da 30 miliardi, il governo inserirà una raffica di balzelli sui consumi. Ci sarà una stretta sul fumo. Le accise sul tabacco aumenteranno di 160 milioni. Questo dovrebbe tradursi in un aumento delle bionde di circa 20 centesimi al pacchetto. Salta per ora, invece, la stretta sul diesel alla pompa. Dopo una dura presa di posizione di Matteo Renzi il governo ha deciso di non aumentare le accise sul gasolio. Nel cosiddetto catalogo del ministero dell'Ambiente sui sussidi ambientalmente dannosi, le agevolazioni sul diesel valgono 4,9 miliardi di euro.

Ma di quanto aumenteranno le sigarette? Non è ancora dato sapere quale sarà l’ammontare, tutto dipenderà dai calcoli che il Mef sta effettuando in questi giorni, però si parla di incrementi che vanno dai 10 centesimi per pacchetto di sigarette nazionali, ai 30 centesimi per quelle di importazione.


AUMENTI MANOVRA 2019 - Ma potrebbe anche essere di più. Anche le sigarette elettroniche subiranno aumenti in proporzione visto l’utilizzo che ne stanno facendo i consumatori in alternativa a quelle tradizionali, non meno nocive – secondo i dati del Ministero della Salute – rispetto alle altre. I recenti casi di decesso avvenuti negli Usa sarebbero infatti da ricondurre proprio nell’utilizzo delle e-cig e quindi anche le sigarette elettroniche rientrano fra i costi sociali e sanitari di cui si deve far carico lo Stato. Nel complesso la manovra dovrebbe portare nelle casse dello Stato 200 milioni di euro in più all’anno, forse 250.

Il settore giochi, invece, potrebbe essere più colpito dal fisco. La tassazione potrebbe incidere sia sui giochi online che quelli su quelli tradizionali che già nel corso del 2019 avevano visto un ritocco dell’imposta sui premi. Due sarebbero i prelievi che lo Stato applicherebbe dal prossimo anno: uno sui premi aumentando l’imposizione di prelievo, l’altro sul costo del Noe (nulla osta per la messa in esercizio) con proroga delle concessioni da parte dell’Agenzia delle Dogane e che riguarda essenzialmente le slot machines. Complessivamente i ritocchi porterebbero nelle casse dello Stato 500 milioni in più all’anno. Poco rispetto a quanto si aspetta di incassare il governo Conte per bloccare l’aumento dell’Iva e tagliare il cuneo fiscale. Solo con un ulteriore consistente aumento del Preu (prelievo erariale unico) si potrebbero trovare maggiori risorse, ma un inasprimento (oggi il prelievo è al 21%) rischia di compromettere la redditività dell’industria dei giochi d’azzardo in Italia.


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Categorie: , Economia, Nuove Leggi, Politica


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