Fantastico. Per alleggerire il carico burocratico si ribaltano i ruoli: il paziente si fa la diagnosi, il medico diventa segretario del paziente-dottore per comunicare la cosa all'INPS

Milano
06:00 del 06/07/2017
Scritto da Gregorio

Fantastico. Per alleggerire il carico burocratico si ribaltano i ruoli: il paziente si fa la diagnosi, il medico diventa segretario del paziente-dottore per comunicare la cosa all'INPS. Ora, visto che hanno menato l'anima con SPID SPID SPID ecc. identità digitale o altro, non potrebbe il paziente-medico comunicare lui direttamente all'INPS la propria invalidità? Possibile che una cosa, ogni cosa, ogni singolo fatto debba frantumarsi in rivoli burocratici, sottilisissimi passaggi, autocertificazioni, certificazioni, esterne/interne, oblique, senza produrre altro che carta, caos, spazzatura e meccanismi ingarbugliati? Per banalizzare la cosa (viste le somme menti che partoriscono le leggi), è come se al supermercato, le casse Fai Da te, prevedessero che fosse l'acquirente a scansionare il prodotto e il commesso a imbustarlo.

Un disegno di legge presentato in commissione Affari istituzionali del Senato da Maurizio Romani, vicepresidente della commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama. Un disegno di legge che promette una rivoluzione copernicana: autocertificare i primi tre giorni di malattia. Senza bisogno di un certificato medico che attesti il motivo dell’assenza dal lavoro.


Il testo prevede che in presenza di un disturbo che il lavoratore ritiene invalidante ma passeggero, sarà lui stesso – sotto la sua esclusiva responsabilità – a comunicarlo al medico, che si farà semplice tramite per la trasmissione telematica all’Inps e al datore di lavoro. Maurizio Romani del Gruppo Misto ha tradotto in legge una proposta che la Fnomceo (federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) – su impulso del Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, Augusto Pagani – porta avanti da quattro anni.

“Ci sono disturbi, come il mal di testa o lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili. Il medico, in questi casi, deve limitarsi, all’interno del rapporto di fiducia che lo lega al paziente, a prendere atto di quanto lamentato. Riteniamo che un’auto-attestazione potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente, come del resto già avviene, con ottimi risultati, in molti paesi anglosassoni” ha commentato la Fnomceo.


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Economia, Lavoro


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