Mafia Capitale non finisce mai. Anzi, cresce e si estende. Come una piovra allunga i tentacoli sulla città di Roma, dove 76 clan si spartiscono il territorio. Ecco la mappa, quartiere per quartiere

Roma
06:00 del 01/10/2016
Scritto da Luca

Mafia Capitale non finisce mai. Anzi, cresce e si estende. Come una piovra allunga i tentacoli sulla città di Roma, dove 76 clan si spartiscono il territorio. Ecco la mappa, quartiere per quartiere.

Se qualcuno pensa che Mafia Capitale finisca con l’arresto di Carminati e soci si sbaglia di grosso.

Secondo l’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità, costituito con decreto del Presidente della Regione Lazio il 24 luglio 2013, Roma è governata da 76 clan mafiosi, che si spartiscono il territorio in maniera scientifica.

Quartiere per quartiere.


Dal rapporto, realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera, si evince che:

“Si tratta perlopiù di “famiglie”, cosche e clan, nonché consorterie autoctone, che hanno operato e operano in associazione fra lorocommettendo reati aggravati dal metodo mafioso e con la finalità di agevolare l’organizzazione criminale di cui fanno parte. Sulla Capitale e nel territorio della provincia di Roma, incidono circa 76 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico, nei diversi quartieri che compongono il territorio capitolino.”

MAFIA CAPITALE, AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

La mangiatoia capitolina è democratica, aperta a tutti e tutti partecipano alla spartizione dei pani e dei pesci.

Appalti, droga, armi, usura, gioco d’azzardo e prostituzione sono i business illeciti più fiorenti:

“A Roma sono significativamente presenti e con un ampio potenziale criminale, le mafie cosiddette “tradizionali” (‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra).”


A queste si aggiungono:

“Le organizzazioni criminali autoctone, che nel Rapporto sono state denominate come “Mafie e organizzazioni criminali di Roma””.

La collaborazione è ampia e il Sistema mafioso è fluido ed efficiente:

“Queste diverse organizzazioni criminali si misurano e spesso integrano con altri due fattori, non secondari: da un lato la cosiddetta “malavita romana” (killer professionisti, pusher, rapinatori, gruppi criminali stranieri, criminali di strada) e dall’altro con un ampio sistema di reti di corruzione che attraversa diversi segmenti del tessuto socio-economico romano.”

Il mondo di sopra, quello di sotto e il mondo di mezzo.

Tutto torna.

E la pax mafiosa, che resiste dagli anni ’80 regna sovrana, a parte qualche piccolo contraccolpo, vedi omicidio, di assestamento. Così gli affari vanno a gonfie vele e la Capitale affonda sotto i colpi dei clan.


MAFIA CAPITALE, ROMA (E LO STATO) SOTTO SCACCO

Il degrado, la lentezza nei lavori, gli sprechi, la disoccupazione alle stelle: sono tutti fattori che dipendono da Mafia Capitale.

L’economia legale viene soggiogata dall’economia mafiosa e lo Stato non ha i mezzi (o non vuole averli) per contrastare lo strapotere dei clan.

Basti pensare che, come rivela il Rapporto:

“Nel periodo dal 1996 al febbraio 2001, vi sono state complessive 37 richieste di misure di prevenzione patrimoniale e ne sono state accolte 18 e respinte 5, mentre le rimanenti sono tuttora pendenti dopo l’emissione del provvedimento di sequestro. La linea di tendenza delle richieste è crescente ed altrettanto quella dei provvedimenti di accoglimento. Nel periodo considerato sono stati gestiti e amministrati beni e patrimoni per centinaia di miliardi, e sono stati definiti procedimenti relativi a notevoli consistenze e a “personaggi eccellenti”, come Aldo De Benedettis, Enrico Nicoletti e Manlio Vitale (nel 1996), Marcello Speranza, Angelo Coarelli e Matilde Ciarlante (nel 1998), Andrea Belardinucci, Mauro Di Giandomenico, Antonio Nicoletti, Alessandro Battistini, Luigi De Giorni, Angelo Angeletti, Ciro Maresca, Voiko Misanovic, Fausto Pellegrinetti, Franco Gambacurta (nel 2000), Daniela Scalambra e Primo Ferrareso (nel 2001).”

Nonostante la linea di tendenza al sequestro patrimoniale dei beni mafiosi sia crescente parliamo di numeri ancora troppo bassi: 37 richieste a fronte di 76 clan.

Come voler spegnere un incendio con un bicchiere.

Anche perché Roma è talmente grande che non esiste gruppo mafioso in grado di dominarla autonomamente.

Ecco perché:

“Tra le organizzazioni criminali è intervenuto un accordo in base al quale il campo delle losche attività è stato lottizzato anche in relazione al territorio.”

MAFIA CAPITALE, LA MAPPA DEI CLAN QUARTIERE PER QUARTIERE



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Categorie: Cronaca, Denunce, Politica


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