Il MoVimento «ha quindi il compito, in una prima fase, di catalizzare la protesta esacerbando i toni, e poi, superate le scadenze elettorali decisive, sterilizzare i voti raccolti».

Arezzo
09:00 del 01/10/2019
Scritto da Alberto

LA VERITA' SUL M5S - Telecomunicazioni e servizi segreti sono pressoché diventati sinonimo dopo le rivelazioni dell’ex-tecnico informatico della CIA Edward Snowden, che nel 2013 dimostra come l’NSA intercetti e sorvegli illegalmente americani e stranieri, semplici cittadini o capi di Stato, appoggiandosi anche a servizi segreti alleati per coprire i rispettivi territori nazionali. Al vertice della piramide che vaglia centinaia di petabite al giorno è il Five Eyes, l’alleanza spionistica tra le potenze anglosassoni (USA, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada). Sotto, in base ad affinità politiche e peso internazionale, scendono a cascata gli altri Paesi della NATO.

LA VERITA' SUL M5S - È superfluo dire che l’Italia, dove il governo Letta neppure fiata quando esplode lo scandalo NSA, è considerata un’espressione geografica, preziosa solo perché dalla Sicilia transitano i fondamentali cavi sottomarini che connettono l’Europa con tutto l’Oriente ed il Sud America: il controllo di Telecom Italia cui fa capo la rete fissa e le linee transoceaniche (Telecom Sparkle) è quindi fondamentale per Washington, tanto che ciclicamente ricorre l’ipotesi di una fusione con la texana AT&T. La penetrazione dei servizi angloamericani nell’ex-monopolio dei telefoni affonda le radici già nel dopoguerra e, dal confezionamento di dossier alle intercettazioni diffamatorie, è sempre stata usata per esercitare il ferreo controllo sul Paese.

LA VERITA' SUL M5S - È nella cornice Telecom/servizi segreti che deve essere inquadrata la figura di Gianroberto Casaleggio. Perito informatico, mai laureato, entra nel 1975 alla Olivetti dove incontra la prima moglie, la britannica Elizabeth Clare Birks da cui ha un figlio. Il padre di Gianroberto è interprete di lingua russa e questo è un dato interessante perché Adriano Olivetti (1901-1960), l’imprenditore visionario che lascia un’impronta indelebile all’azienda, è appassionato di letteratura russa. In particolare Adriano Olivetti, che con il nome in codice “Brown” è in stretto contatto con i servizi segreti inglesi sin dalla primavera del 19431, è un fervido appassionato di occultismo russo2Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica ed autrice del libro Iside Svelata, ed il teosofo russo Vladimir Sergeevič Solov’ëv.

Ad un occultista russo, George Gurdjieff (1877-1949), Gianroberto Casaleggio si richiama espressamente, definendosi suo discepolo3. Il profilo esoterico di Gianroberto Casaleggio si arricchisce poi di nuovi importanti particolari nel marzo del 2013, quando sul settimanale Panorama compare l’intervista al massone Giuliano Di Bernardo, ex-Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dove, commentando la visione del guru di M5S, sono evidenziate le forti analogie tra il Casaleggio-pensiero e l’esoterismo della massoneria speculativa. Sia per Casaleggio che per l’ex- Gran Maestro del GOI, in un futuro non troppo lontano scompariranno le differenze ideologiche, politiche e religiose, ma secondo Di Bernardo


Il MoVimento «ha quindi il compito, in una prima fase, di catalizzare la protesta esacerbando i toni, e poi, superate le scadenze elettorali decisive, sterilizzare i voti raccolti». Detto fatto: fino alla primavera 2018, i grillini hanno lasciato agli altri il governo del paese; durante la fase “gialloverde”, hanno smorzato i toni e tradito una dopo l’altra tutte le promesse elettorali: Tap e Tav, trivelle, Muos, Ilva, vaccini. Prima, il blog di Grillo lanciava invettive contro l’euro, le basi Nato, le sanzioni alla Russia. Tutto svanito nel nulla, come da copione. Nel 2012, alla vigilia dell’ingresso dei grillini in Parlamento, imperversava lo “tsunami tour” di Grillo, a caccia del voto di protesta: “giornalisti carogne”, “il sistema sta collassando”, “la rivoluzione è iniziata”. Nel febbraio 2013, a urne ancora aperte, il sito “OpenDemocracy” finanziato da Soros scriveva: Grillo diverrà la terza forza politica Sorositaliana e costituirà un modello per tutta l’Europa. Dopo il successo (25%, primo partito alla Camera) è scattata subito la sterilizzazione del voto di protesta: niente alleanze, «condannando così all’irrilevanza gli 8 milioni di voti raccolti».

Ad aprile, in vista delle elezioni per il Quirinale, Casaleggio e Grillo «si recano in pellegrinaggio all’ambasciata inglese per discutere sulle votazioni del nuovo presidente della Repubblica». È significativo, annota Dezzani, che gli inglesi propongano loro la riconferma di Napolitano: «Il loro obbiettivo è infatti bloccare ad ogni costo l’elezione di Romano Prodi, considerato anti-americano e filo-russo». In sostanza «Grillo si adegua, dichiarando che i suoi parlamentari non voteranno mai il professore bolognese, mentre Matteo Renzi coalizza i famosi 101 parlamentari che affosseranno Prodi: l’effetto domino non riserva sorprese e cadono prima Bersani e poi il premier Letta. “L’americano” Matteo Renzi è finalmente a Palazzo Chigi e può recitare un simpatico teatrino con il sodale Beppe Grillo, quando si incontrano tête-à-tête nel febbraio del 2014». I grillini ricorderanno: il leader li aveva “scaldati” lanciandoli su una falsa pista, Stefano Rodotà. Ma il vero obiettivo era lasciare che venisse votato Napolitano Grillo e Renzianziché Prodi. Nella primavera 2014, vigilia delle europee, Grillo finge di scatenarsi contro Renzi: sostiene che i 5 Stelle ormai sono il primo partito e il loro trionfo si trasformerà in una slavina. E così, osserva Dezzani, Grillo spaventa volutamente i moderati spingendoli verso il Pd renziano.

Pochi mesi dopo, quando l’economia crolla e Renzi frana insieme al Pil, Grillo che fa? Anziché affondare il colpo si dichiara «un po’ stanchino», come Forrest Gump, e cede il timone alla Casaleggio Associati. «Da allora, ghiottissime occasioni per mandare al tappeto le fatiscenti istituzioni della Repubblica italiana scorrono placidamente sotto i ponti». Nessun Vaffa-Day, ad esempio, contro Mafia Capitale. «In cambio, l’establishment euro-atlantico, lo stesso che marchia i video della Casaleggio Associati coll’occhio divino nel triangolo irradiato, prepara l’ennesima mostruosa trasformazione del M5S, questa volta in partito di governo da sostituire-affiancare al già fuso Pd di Matteo Renzi». Era il 2015, quando Dezzani scriveva queste profetiche riflessioni. Sulla “Stampa” del 3 giugno si leggeva: “L’anti-Renzi non può essere Salvini. Il politologo D’Alimonte: con l’Italicum sarebbe più favorito Di Maio”. Il resto è cronaca, o quasi. Dopo il sabotaggio del governo gialloverde, con le iniziative di Salvini regolarmente insabbiate da Conte (per la gioia del Quirinale, di Bankitalia e dell’Ue, di Macron e della Merkel), è stato Grillo – riapparso di colpo – a incoraggiare il clamoroso inciucio con l’aborrito Pd, colto al volo da Renzi. E ora eccoli: Matteo e Beppe finalmente insieme, alla luce del sole. Con tanti saluti a chi aveva creduto nella rivoluzione 5 Stelle, progettata lontanissimo dall’Italia


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Categorie: , Politica


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