Apprezzato più negli anni successivi alla sua release che non immediatamente, Luigi’s Mansion rappresentava uno dei titoli più coraggiosi tra quelli che avevano accompagnato il lancio di una nuova console della casa di Kyoto: il protagonista non era Mario, innanzitutto, e le meccaniche di gameplay erano assai differenti da quello che si era visto fino a quel momento sugli schermi Nintendo.

Bologna
11:30 del 12/11/2018
Scritto da Gregorio

Apprezzato più negli anni successivi alla sua release che non immediatamente, Luigi’s Mansion rappresentava uno dei titoli più coraggiosi tra quelli che avevano accompagnato il lancio di una nuova console della casa di Kyoto: il protagonista non era Mario, innanzitutto, e le meccaniche di gameplay erano assai differenti da quello che si era visto fino a quel momento sugli schermi Nintendo. C’erano un protagonista fifone, il bistrattato Luigi, un’arma non convenzionale (il Poltergust 3000) e una serie di enigmi da risolvere per ripulire una magione spaventosa di tutti i fantasmi che la infestavano.

Grazie ad un level design mai banale, ad un citazionismo tanto divertente quanto divertito e, soprattutto, ad un’atmosfera azzeccatissima, Luigi’s Mansion seppe ritagliarsi la sua nicchia di appassionati, dimostrando quanto gli sviluppatori in seno alla grande N avessero da insegnare in quanto a creatività ed originalità.
Oggi, a distanza di tre generazioni di console, con un seguito uscito nel 2012 e un terzo capitolo che si prepara a sbarcare su Switch durante l’anno venturo, il franchise viene rimpolpato da un port realizzato con cura da Grezzo, team di specialisti già all’opera sugli adattamenti per 3DS di Ocarina of Time e Majora’s Mask.



Il risultato è decisamente buono, ma, oltre a qualche inciampo nei controlli, va detto che la struttura di gioco è invecchiata in maniera non impeccabile e che la scarsa longevità risalta ancora di più se paragonata a quella del secondo episodio.

Per quanto concerne la trama, comunque, nulla è cambiato: vestiremo ancora una volta la salopette verde di Luigi, tremando come foglie ad ogni minimo rumore e facendoci forza solamente con la torcia e quella sorta di miscuglio tra una sottomarca di aspirapolvere e gli improbabili accrocchi visti nel primo “Acchiappafantasmi”, cui questo titolo rende omaggio in mille, piccoli modi.
Senza dimenticare il Game Boy Horror, con cui tenersi in contatto con quel genio bacato del Professor Strambic: l’intreccio è buffo e raffazzonato (in quale gioco dedicato a Mario non lo è?!?), eppure riesce a far sorridere grandi e piccini oggi come faceva nel 2001.

Ieri, oggi e domani

A parte un backtracking abbastanza pronunciato soprattutto durante la seconda metà dell’avventura, reso ancora più evidente dalla limitata durata complessiva dell’esperienza, non c’era nulla che non andasse nel gameplay di Luigi’s Mansion, e, a testimonianza di questo, Grezzo non è andata a toccare nulla a livello di meccaniche, riproponendo il prodotto Nintendo esattamente com’era al lancio di Game Cube.



Questo si traduce in un’esperienza familiare per quanti avessero apprezzato il sequel su 3DS qualche anno fa, che poggia sull’esplorazione, la risoluzione di piccoli enigmi ambientali ed il confronto con i fantasmi, da risucchiare nel Poltergust: un mix che funziona ancora egregiamente, al netto di qualche inciampo nei controlli, forzatamente rivisti nel passaggio dalla configurazione del pad del cubo di Nintendo a 3DS.

La presenza del C-Stick nei modelli New della console aiuta di certo, ma non svincola del tutto da crampi per sessioni prolungate e non muta la percezione che la presenza di un secondo analogico avrebbe giovato enormemente alla reattività dei controlli.
Intendiamoci, nulla che rovini l’esperienza di gioco: dopo una prima oretta di apprendistato, Luigi si controlla senza grosse incertezze, e anche se la presa sulla console non è delle più confortevoli, siamo ben lontani dalle acrobazie richieste dai primi episodi di Monster Hunter visti su 3DS, ad esempio, complici anche un ritmo compassato e un livello di sfida accondiscendente, che propone un pizzico di sfida giusto nello scontro finale.

Ricordate poi la casa giocabile una volta finita l'avventura? In Giappone presentava un ordine casuale delle stanze, mentre in quella europea la magione era in versione specchiata. Nintendo ci ha chiarito che sono state apportate delle modifiche a questa sorta di New Game Plus, che lo rendono diverso dalle due versioni precedenti.

L'altra novità riguarda la modalità online per due partecipanti, come svelato nel Nintendo Direct di qualche giorno fa. Se entrambi i giocatori possiedono il gioco è possibile affrontare assieme l'intera avventura. In caso solo uno dei due possieda una copia di Luigi's Mansion è possibile giocarne una versione ridotta, composta solo da alcune stanze. La modalità si attiva all'ingresso del maniero e mentre il giocatore principale controlla Luigi, il secondo ne interpreta una versione ectoplasmatica, di colore verde, dotata di metà energia e obbligata ovviamente a seguire il Luigi principale.

È stato anche introdotto un sistema di achievement, che probabilmente invoglierà a scoprire ogni segreto della casa e a completare il gioco al 100%, puntando al miglior risultato.

Il primo storico Luigi's Mansion è pronto a tornare, lo farà il 19 ottobre, con qualche sorpresa anche per chi lo conosce a menadito. L'occasione di poterlo vedere splendere su una TV in alta definizione e all'occorrenza portarselo in giro in modalità portatile c'era, ma per intanto non ci resta che da scoprire nella recensione completa come se la caverà su 3DS

 

 


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Categorie: , Videogames


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