Uno studio scientifico ha individuato la correlazione tra degenerazione maculare ed esposizione a smartphone e pc.

Ancona
16:00 del 20/08/2018
Scritto da Alberto

Che la luce blu di smartphone e tablet sia deleteria per gli occhi, e possa accelerare il processo che porta a malattie e cecità in età avanzata, è cosa nota da tempo. Ma da poco un gruppo di scienziati ha scoperto come funziona precisamente questo principio di causa-effetto.

La cosiddetta luce blu è solamente una delle tante radiazioni emanate dagli schermi che sempre più riempiono la nostra giornata: dal laptop per lavorare, all'iPad per svago fino al telefonino che ci portiamo anche al letto, cambiano i device e le cose che ci facciamo, ma la stimolazione fisica è la stessa. La luce blu, in particolare, ha la caratteristica di avere una lunghezza d'onda più corta, e una maggiore energia. Né la nostra cornea, né lenti esterne, sono in grado di bloccarla: la luce blu insomma ce la assorbiamo tutta.

Lo studio dell'Università americana di Toledo, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha verificato che la luce blu attiva delle molecole "velenose" all'interno delle cellule, e queste con il tempo portano a una patologia detta degenerazione maculare. La degenerazione maculare colpisce in particolar modo le persone anziane, ma i ricercatori affermano che una prolungata esposizione alla luce blu aumenta di molto la possibilità di sviluppare questa malattia. Non si diventa completamente ciechi, ma la menomazione alla vista è forte, tanto da azzerare capacità di base come leggere, o addirittura riconoscere i volti dei familiari.

La luce blu causa la morte dei fotorecettori, che sono le cellule che inviano il segnale al cervello. La cosa particolare è che i fotorecettori non si rigenerano: una volta andati, sono andati per sempre. Perciò la degenerazione maculare arriva con l'età, e perciò non si può curare, ma solo prevenire.

Come? Evitando di usare smartphone e tablet al buio. O almeno, se proprio si è costretti a farlo, attivando il filtro luce blu, presente su molti device. E poi, come sempre, aumentando le ore che si trascorrono lontani da uno schermo.

Da: QUI


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Categorie: , Tecnologia


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