Un tempo era uno dei luoghi più “difficili” degli Usa, un intenso lavoro di risanamento sociale ha permesso di abbattere il livello di criminalità

Roma
11:32 del 23/03/2014
Scritto da Albertone

C’erano una volta le leggende, i film, le brutte notizie condite da sparatorie, macabri ritrovamenti, scie di sangue e morte. Eccola la Los Angeles che per fortuna non esiste più. Ne è dovuta passare di acqua sotto i ponti, si sono dovuti alternare politici e sceriffi, ma alla fine ce l’ha fatta. Los Angeles non è più la capitale statunitense delle rapine, uno di quei luoghi in cui la criminalità organizzata teneva in scacco un’intera popolazione alla faccia del lavoro di controllo e monitoraggio messo in atto dalle Forze dell’ordine.
Oggi Los Angeles è una città come tutte le altre o forse anche migliore, come racconta il rapporto relativo al 2013 diffuso dall’ufficio regionale dell’Fbi. Dati che some sempre scattano un’immagine precisa del presente riallacciandosi al passato. Le statistiche dell’anno passato dicono che il numero di assalti nella città californiana è al punto più basso dagli anni Sessanta ad oggi, ovvero da quando iniziò l’escalation di violenza che trasformo la metropoli in un territorio conteso da gang senza scrupoli.
Nel 2013 sono state solo 212 le rapine in banca, il che vuol dire una ogni due giorni tenendo conto festività e chiusure. E se vi sembrano tante, sappiate che a San Francisco o Atlanta va decisamente peggio. Fino a pochi anni fa, gli archivi raccontano di 400 attacchi a istituti finanziari con tanto di centinaia di pallottole sparate. Giusto per dare un’idea, nel 1997 uno scontro a fuoco fra polizia e banditi fece sì che in quell’unico conflitto a fuoco vennero sparate oltre 2mila pallottole. Un numero che da solo supera quelle del 2013.
Certo, i banditi non mancano e i conti da regolare sono ancora parecchi, ma la realtà si è rovesciata rispetto all’emergenza della “North Hollywood”, quando la criminalità la legge la scriveva e la faceva rispettare a suon di pistolettate. Politica e istituzioni hanno dovuto lavorare a fondo sullo spirito della popolazione, sgombrando il campo dall’omertà e soprattutto rendendo pubbliche le sanzioni comminate a chi sgarra.
In soccorso è venuta la Tecnologia, che agli occhi del bandito rappresenta il primo e principale ostacolo. Le vie cittadine e gli istituti sono sorvegliati da una rete di sofisticate telecamere a circuito chiuso. Le immagini registrate, nitide e con molte angolazioni, sono un punto di partenza formidabile per le indagini. È vero, il malvivente si trucca, si camuffa, però gli occhi elettronici riescono a tracciare un movimento sospetto, l’auto in appoggio, magari la ricognizione fatta prima del colpo. A questo si aggiunge la blindatura degli «sportelli».
In sostanza, un enorme grande fratello vigila sulla città e fa sì che il malintenzionato ci pensi parecchie volte prima di combinare la stupidata. La seconda trincea - come spiegano le fonti Fbi - è rappresentata dalla deterrenza della pena. Il codice della California prevede una condanna fino a 25 anni per chi svaligia con il «ferro» una banca. E non c’è buona condotta che tenga…


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Categorie: Curiosità, Esteri, Sociale


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