Basta leggere alcune delle testimonianze drammatiche dei 600 professori universitari che in pochi giorni hanno sottoscritto un accorato appello al governo e al Parlamento per mettere in campo un piano di emergenza che rilanci lo studio della lingua italiana nelle scuole elementari e medie.

Palermo
10:00 del 23/03/2017
Scritto da Luca

Possibile ritrovarsi a correggere una tesi di laurea dovendo usare la matita rossa e blu come in un temino della scuola elementare? Purtroppo sì. Basta leggere alcune delle testimonianze drammatiche dei 600 professori universitari che in pochi giorni hanno sottoscritto un accorato appello al governo e al Parlamento per mettere in campo un piano di emergenza che rilanci lo studio della lingua italiana nelle scuole elementari e medie. Ripartendo dai fondamentali: «dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano». Può sembrare un ritorno indietro ma, come spiega Giorgio Ragazzini, uno dei quattro docenti di scuola media e superiore del Gruppo di Firenze che hanno promosso la lettera, «forse stiamo risentendo anche di una svalutazione della grammatica e dell’ortografia che risale agli anni 70». E invece, come già si diceva in un film diventato di culto dopo gli anni del riflusso, «chi parla male pensa male». O, come preferisce ricordare il professor Ragazzini citando Sciascia, «l’italiano non è l’italiano, è il ragionare». ì

«Gli studenti non sanno l'italiano» La denuncia di 600 prof universitari, così titolava il Corriere della Sera del 4 febbraio scorso, una notizia che giunge pochi giorni dopo quella dell'abbassamento dei requisiti minimi per l'ammissione all'esame di maturità, come leggiamo infatti su Repubblica del 17 gennaio: "Esame maturità, basterà la media del 6 per essere ammessi", il primo atto della neo ministra Fedeli. Questo significa che ad esempio per essere ammessi alla maturità scientifica si potrebbe avere 4 in matematica, 4 in fisica e 4 in italiano e 4 in scienze ma avere 10 in condotta e 10 in educazione fisica. La legge precedente prevedeva molto più giustamente che ci fosse il 6 in tutte le materie.



Ma adesso i prof. universitari lanciano l'allarme sull'ignoranza degli studenti che arrivano dalle scuole superiori, un allarme che sorprende solo chi finora stava guardando da un'altra parte o dormendo, un analfabetismo funzionale (quello di chi legge ma non capisce il testo) pari al 70% [...].
I colpi inferti alla scuola sono molti, ma chi pensa che si sia trattato di incidenti di percorso in cui è incappato in buona fede chi cercava di migliorarla è un ingenuo, nella società liquida anarco capitalista l'istruzione è un male da eliminare.
Lo aveva detto chiaramente Aldous Huxley nel suo romanzo programmatico "Il Mondo Nuovo" del 1932, nella distopia i bambini venivano spaventati con scoppi e scosse elettriche quando si avvicinavano ai libri e ai fiori: «Essi cresceranno con ciò che gli psicologi usavano chiamare un odio 'istintivo' dei libri e dei fiori. I loro riflessi sono inalterabilmente condizionati. Staranno lontano dai libri e dalla botanica per tutta la vita.» Il Direttore si rivolse alle bambinaie: «Portateli via».
Uno degli studenti alzò la mano; e benché capisse molto bene perché non si poteva permettere alle caste inferiori di sprecare il tempo della Comunità coi libri, e che c'era sempre il rischio che essi leggessero qualcosa capace di alterare in modo non desiderabile uno dei loro riflessi, tuttavia... ebbene, non riusciva a comprendere la faccenda dei fiori.
La spiegazione della fobia dei fiori la lasciamo alla lettura del libro, cosa che si raccomanda fortemente.
Intanto mettiamoci bene in testa che siamo tutti considerati caste inferiori. Sono pochi gli individui alfa della distopia huxleyana e loro non frequentano le scuole degli altri, loro studiano quello che a noi dicono di non studiare.
Non sorprende che anche Orwell indicasse nella sua distopia la distruzione della scuola come mezzo per governare, ricordiamo che uno dei tre slogan del suo romanzo era "L'ignoranza è forza".
La risposta da dare è quindi quella di Gramsci: "istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza."
Oggi studiare le materie tradizionali è l'atto più rivoluzionario che si possa compiere.


Articolo letto: 563 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Paolo

23/03/2017 17:04:39
Ovviamente altrimenti non ci troveremmo in questa situazione. Adesso sta a noi svegliarci.
6

Antonello

23/03/2017 12:50:30
questo è vero la strategia loro è rendere ignoranti la gente per facilitare la manipolazione.
Peccato che il popolo italiano sia molto intelligente.www la buona scuola e i prof italiani
5

Vittorio

23/03/2017 12:10:05
L'Italia è messa male in fatto d'istruzione... ma, purtroppo, è il risultato della capacità degli insegnanti e (forse) di una volontà (politica) di mantenere sottosviluppato il Paese, perché i "dirigenti" non facciano eccessivamente brutte figure.
5

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