Arcadia Bay è davvero un postaccio. Dietro il paravento di una ridente e tranquilla cittadina dell'Oregon, in realtà si nasconde un luogo di abietti traditori, tossicodipendenti, assassini, reietti, folli e sognatori.

Bari
13:00 del 02/09/2017
Scritto da Carmine

Arcadia Bay è davvero un postaccio. Dietro il paravento di una ridente e tranquilla cittadina dell'Oregon, in realtà si nasconde un luogo di abietti traditori, tossicodipendenti, assassini, reietti, folli e sognatori. Arcadia Bay è un microcosmo in miniatura, che riassume in sé tutte le varie categorie dell'essere umano. È come se fosse lo specchio dei desideri e delle contraddizioni dell'intera società, delle sue relazioni, delle sue falsità. Scappare dalla città, insomma, equivale un po' a fuggire dalla vita stessa. Ed è proprio quello che vuole fare Chloe Price, adolescente irrequieta, sbarazzina, anticonformista. Abbiamo imparato ad amarla nei cinque episodi che compongono quel capolavoro che risponde al nome di Life is Strange, nato e cresciuto sotto l'abile penna di Dontnod Entertainment. Insieme a lei ed alla sua migliore amica Max siamo stati in grado persino di annientare le barriere del tempo pur di sopravvivere - e dare un senso - al degrado di Arcadia Bay. Ed ora, spostando all'indietro le lancette dell'orologio, il team Deck Nine ci permette di scavare più a fondo nella psicologia di Chloe, raccontandoci gli eventi che hanno preceduto l'incontro con la cara Max nell'indimenticabile CrisalysLife is Strange: Before the Storm è quindi un altro viaggio verso il passato, un prequel prezioso e potente. Il primo capitolo della nuova trilogia, intitolato simbolicamente "Svegliati", ci dà l'opportunità di osservare Arcadia Bay attraverso gli occhi arrabbiati e - in fondo - ancora innocenti di una Chloe dai capelli castani, in compagnia della quale ci addentreremo più a fondo nel lerciume di questa squallida città. Con la segreta speranza che un giorno una tempesta possa finalmente spazzarla via.

Se Rachel Amber era, in Life Strange, la Laura Palmer del titolo Dontnod, in Before the Storm la sua posizione nell’intreccio narrativo è ancora più chiara, con tanto di immagine del fuoco come citazione ben più palese (e assolutamente non l’unica negli episodi della serie).


È lei che sostituisce Maxine, in un certo senso, come spalla della vera protagonista Chloe. Non ha ancora i capelli blu come l’abbiamo imparata a conoscere, ma tutto il resto delle caratteristiche che ce l’hanno fatta amare (oppure odiare) ci sono ancora e anzi, in questi episodi scopriremo come e perché è diventata così cinica e disillusa. Lei è arrabbiata col mondo, un mondo che le ha portato via Max, allontanatasi da lei in un momento a dir poco difficile, ovvero a seguito della morte dell’amato padre, insostituibile presenza nel nucleo familiare. Proprio per questo odia David, il nuovo compagno di sua madre, che già conoscevamo e il cui personaggio stavolta avremo modo di approfondire. Sola, incompresa da tutti e probabilmente anche da sé stessa, ecco che è impossibile non essere folgorati dalla presenza di Rachel Amber, come un faro nell’oscurità di un mare in tempesta. L’incontro tra le due avviene nelle fasi iniziali, quando la reginetta della scuola trascina via Chloe da una rissa nel bel mezzo di un concerto punk-rock in una segheria abbandonata.
Da qui inizia il primo capitolo di Life is Strange: Before the Storm, l’incontro tra Chloe e Rachel che segnerà un rapporto molto forte, di cui noi giocatori conosciamo già il triste finale. Proprio per questo Before the Storm funziona fin dal primo minuto. È un prequel che poteva essere ruffiano oltre ogni misura, giocare sulla consapevolezza del destino delle protagoniste per infilare il coltello nel cuore delicato ed innamorato dei fan della serie. Invece, la scrittura dell’episodio (e si spera anche degli altri due) decide di viaggiare stoicamente sui suoi binari, non si appoggia all’ammicco facile e racconta una storia che, per regia, temi e dialoghi, è profondamente all’altezza di ciò che abbiamo visto in Life is Strange. Quindi, come prima cosa, posso dirvi che se come me avete amato la serie in cinque capitoli di Dontnod, sappiate che il lavoro di Deck Nine è ben più che rispettoso del materiale originale. L’unica cosa per cui i più intransigenti potranno storcere il naso è il cambio di doppiatrice per il personaggio di Chloe.Nessun problema comunque, perché Rhianna DeVries sostituisce in modo più che egregio Ashly Burch (che pure aveva vinto dei premi per la sua performance), e riesce anche nella difficile impresa di non snaturare troppo il personaggio e mantenere tono ed accenti abbastanza simili rispetto alla sua precedente versione.



Per il resto, non manca niente di ciò che aveva reso Life is Strange unico. L’estetica è la stessa, così come l’attenzione per la colonna sonora (che non ha ancora regalato perle come in passato, ma attendiamo l’ultimo episodio per giudicarla nel complesso) e i dettagli nelle ambientazioni. La simbologia è altrettanto importante in questo nuovo racconto, dove il cervo della serie precedente viene sostituito da un corvo, ad esempio, impresso anche su una delle t-shirt della protagonista. Arcadia Bay è ancora più viva grazie ai poster dei concerti, gli SMS che Chloe riceve, il diario si cui annota la sua vita (e nel quale ci si strugge per l’allontanamento di Maxine), ed i comprimari, alcuni noti come Victoria Chase e Nathan Prescott, ed altri inediti.
Viso truce e lingua tagliente
La caratteristica iconica dell’originale Life is Strange, ovvero il viaggio nel tempo, non è presente in Before the Storm. Tuttavia gli sviluppatori hanno confermato come Arcadia Bay sia un posto “speciale”, e neanche in questa nuova avventura mancheranno delle tinte sovrannaturali. Pur non potendo riavvolgere il tempo, in questo primo episodio Chloe ha dei momenti particolari in cui, attraverso quello che sembra essere un sogno, riesce a “raccogliere le idee” per così dire, ricomponendo i pezzi della sua vita per poter capire qualcosa di più di cosa le accade intorno. Negli episodi successivi è probabile che questi momenti onirici torneranno, anche se bisognerà capire come e che funzione avranno realmente. Sul finale dell’episodio c’è anche uno spunto per quella che sarà la trama portante della serie, presumibilmente, legata alla famiglia di Rachel Amber.
Tuttavia, gli sviluppatori hanno deciso di tradurre in termini di gameplay la sfacciataggine di Chloe nei dialoghi. In alcuni momenti prestabiliti sarà possibile iniziare una sfida verbale con alcuni personaggi. Ad ogni frase detta dall’interlocutore, Chloe potrà aggrapparsi ad uno o più termini della stessa per poter controbattere a tono, scegliendo tra alcune frasi prestabilite. Dopo un numero di volte (variabili a seconda della situazione) in cui Chloe riesce a sopraffare verbalmente l’avversario (o viceversa se si scelgono le frasi sbagliate), il dialogo si concluderà con la vittoria o la sconfitta della protagonista, il cui esito influenzerà le vicende immediatamente seguenti. Nel primo episodio, la meccanica viene utilizzata un paio di volte; è lecito pensare che questa feature sia abbastanza centrale anche per gli episodi futuri e non vedo l’ora di vedere come verrà messa in pratica. Inoltre (e soprattutto), attendo di scoprire se e come verranno modificate le situazioni a seguito di questi dialoghi. Per ora, comunque, il primo episodio di Life is Strange: Before the Storm mi ha convinto.


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Categorie: , Videogames


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