Per Secolo breve si intende, storicamente, il periodo compreso tra il 1900 e il 1989; esso è anche il titolo del saggio scritto da Eric J. Hobsbawm, che analizza i cambiamenti avvenuti proprio in quel lasso di tempo

Cosenza
14:50 del 15/04/2016
Scritto da Luigi

Mettendo in conto la formazione marxista del suo autore (che tuttavia non manca di avvertire il lettore che si tratta di opinioni personali) , il saggio di Hobsbawm si rivela una vera miniera per chi, come me, considera gli avvenimenti odierni come figli delle decisioni (giuste e non, prese e non prese) e degli errori del passato. Passiamo ora ai punti di riflessione offertici:

1) Viene sottolineato come il lavoro ed il ruolo dello storico sia quello di ricordare quello che gli altri dimenticano. Lo storico ha inoltre il vantaggio di giudicare gli eventi "a posteriori", cosa che gli permette una maggiore lucidità e/o obiettività rispetto a coloro che li hanno vissuti

2) Come ai giorni nostri, anche agli inizi del secolo vi era una fiducia eccessiva nel progresso tecnologico e nella Ragione, si pensava che quello fosse l'apice della razza umana. Allo stesso tempo, però, c'era anche chi vedeve quella come un'epoca di decadenza: gli ideali borghesi avevano reso l'uomo fiacco e debole; si pensava anche a cosa avrebbe portato una sempre maggiore dipendenza dalle macchine. Contro la "pace borghese" si invocava la "guerra rigeneratrice"... peccato che, quando la guerra arrivò, mise in luce il lato più bestiale e violento dell'uomo, facendolo regredire invece di rinnovarlo. "Attento a quello che desideri, perchè potrebbe avverarsi."

3) Si può dire che la II Guerra Mondiale è stata causata dai vincitori della Prima. Fino ad allora erano sempre state guerre che miravano alla vittoria totale: l'avversario doveva essere annichilito. Logico quindi che, con il Trattato di Versailles, si sia voluta ridurre all'impotenza la GerMania, che rappresentava una minaccia sia per la Gran Bretagna che per la Francia: gli inglesi erano preoccupati dalla crescita economica dei tedeschi, mentre i francesi non avevano dimenticato la guerra franco- prussiana del 1870. Fu così che, complice la crisi del '29, ci si trovò davanti al pericolo nazista... Peccato che la Grande Guerra sia stata un trauma così forte che si ebbe paura di usare una politica di potenza nel timore di scatenare un altro conflitto. Fu così che la Guerra Civile Spagnola, che vide il trionfo fascista di Francisco Franco, venne combattuta dai volontari della Brigata Internazionale e che Stalin firmò il patto di non aggressione con Hitler (Patto Molotv- Ribbentropp); fu inevitabile, visto che la Russia vedeva come un pericolo la Germania nazista, ma nè la Francia e nè l'Inghilterra avevano risposto alle sue richieste di alleanza. E la tanto paventata guerra scoppiò lo stesso.

4) Hobsbawm mette in luce uno dei tanti punti deboli, se non IL punto debole di un sistema democratico: esso si fonda sul consenso popolare, ma non lo crea. Rimettersi al voto della maggioranza può bloccare il progresso e/o lo sviluppo: ad esempio, fu il voto contrario del Congresso che non permise lo sviluppo dei 14 punti del presidente Wilson e l'ingresso dell'America nella Società delle Nazioni (condannando l'iniziativa al fallimento); fu la politica isolazionista americana che impedì agli U.S.A. di fungere da bilancia economica durante la Grande Crisi, ruolo che in passato fu della Gran Bretagna; infine, il "Secolo Breve" fu l'inizio di una politica della paura: per conquistare il potere, si faceva leva sulle paure degli elettori e vinceva la paura più profonda.

5) Proprio la famigerata "minaccia comunista" nell'epoca della Guerra Fredda sarebbe in gran parte frutto della propaganda politica, giacchè l' U.R.S.S. non aveva alcuna intenzione di dominare il mondo e non ne avrebbe avuto la possibilità neanche volendo. Sul piano politico, Stalin decise di restare nella parte del mondo che gli competeva e consolidare il suo potere: la Russia appoggiava i regimi comunisti sotto il suo diretto controllo, mentre mostrava solo relativo interesse per gli altri (ovvero solo se si aveva un qualche tornaconto). Con Kruschev ci fu un certo disgelo tra Est e Ovest, mentre con Breznev iniziò un periodo di stagnazione che mise in luce l'eccessiva burocratizzazione e corruzione raggiunti dal sistema sovietico, preludio alla sua fine. Economicamente la situazione era disastrosa o quasi, visto che la pesante industrializzazione e i cosidetti "piani quinquennali" alla lunga non erano serviti a coprire le deficienze sovietiche; a dirla tutta, l'solamento giovò ai russi, che non furono toccati dalle crisi economiche dei paesi sviluppati. Fu quando si aprirono al mercato che le cose (già brutte) peggiorarono...  Alla fine la vera eredità dell' U.R.S.S. e del comunismo saranno la pianificazione economica, un'amministrazione centralizzata e burocratizzata, un esempio di partito compatto, disciplinato, organizzato e gerarchizzato. tali elementi furono di grande aiuto ai paesi post- coloniali del Terzo Mondo (ovvero non capitalisti e non comunisti) che avevano bisogno di una rapida industrializzazione e che, pur non essendo proprio comunisti, guardarono con più favore all'Est che all'Ovest. Paradossalmente, ne trassero giovamento anche i paesi occidentali post- 1929 per risollevarsi dalla crisi. A questo punto viene spontaneo chiedersi: cosa sarebbe successo se l'U.R.S.S., invece di cercare di raggiungere e soppiantare gli Stati Uniti ed il capitalismo sul piano industriale, si fosse dedicata a colmare le proprie lacune e a far sviluppare il comunismo dei propri paesi satellite in maniera autonoma? E' proprio quello che fecero gli U.S.A. nel dopoguerra: si resero conto che per fronteggiare la "minaccia comunista" avevano bisogno degli alleati europei e agirono di conseguenza, aiutandoli a riprendersi e a svilupparsi.

6) Le rivolte giovanili del '68 più che per questioni puramente ideologiche scoppiarono a causa del divario troppo ampio tra la loro generazione e quella che li aveva preceduti. I ragazzi del 1968, almeno quelli appartenenti alla borghesia, avevano maggiori disponibilità economiche, erano più istruiti e avevano la senzazione che si potesse fare molto di più con i mezzi a disposizione; inoltre trovavano l'ideale di vita borghese troppo vecchio e stantio. Rimasero quindi affascinati dalla sinistra rivoluzionaria, ma i loro richiami a Marx, Lenin e Mao erano poco aderenti con gli ideali dei loro miti: la loro ideologia era invece la ricerca di un pensiero proprio. Del resto, Lenin era diverso da Marx quanto Mao da Lenin e quando gli esponenti della "sinistra rivoluzionaria" del 1968 lo era da tutti e tre.

7) Il "Secolo Breve" fu teatro di un altro scontro, forse solo in apparenza meno cruento: sul piano economico si sfidarono infatti le teorie di John Maynard Keynes e Frederick Von Hayek. Semplificando: i keynesiani erano fautori dell'intervento dello stato nell'economia; mentre i sostenitori di Hayek erano a favore di un mercato libero da qualsiasi vincolo (il cosidetto laissez- faire) e che avrebbe regolamentato sè stesso in base al principio della "mano invisibile" di Adam Smith. Ahimè, entrambe le teorie somigliavano molto a delle fedi religiose che si escludevano vicendevolmente, ed entrambe hanno conosciuto clamorosi fallimenti: il ibero mercato nel 1929 e le teorie keynesiane negli anni '70- '80. Personalmente mi ritengo a favore di Keynes: il mercato DEVE  necessariamente avere un qualche controllo; ogni Crisi economica nella storia del capitalismo è stata originata da un'eccessiva fiducia nel mercato e da un'altrettanto eccessiva speculazione. L'errore di Smith fu quello di credere troppo nella bontà umana e nella sua capacità di autoregolarsi: la fame di guadagno e ricchezza non guarda in faccia nessuno...  Quello che maggiormente mi stupisce è che la crisi economica dell'anno domini 2008 ha più o meno le stesse cause delle precedenti... La domanda è, quindi: possibile che nessuno abbia saputo/voluto fare niente per impedirlo? Non si è imparato niente dal passato? Neanche la fame di denaro può essere una spiegazione sufficiente: alzi la mano chi vuole vedere i propri soldi svanire come neve al sole!

8) Vi è una soglia oltre la quale le mere cifre statistiche sono insufficienti a rendere l'idea dell'enormità dei massacri tra le due guerre, durante i "piani quinquennali" sovietici o durante la dittatura maoista in Cina, oppure durante una qualsiasi rivoluzione nel Terzo Mondo. O, se è per questo, in qualsiasi conflitto dell'epoca odierna.

9) Il futuro dell'uomo non è per niente roseo, le sfide da affrontare sono molteplici e i mezzi per farlo non sono adatti. Il progresso tecnologico ha danneggiato e sta danneggiando l'ecosistema del nostro mondo; la progressiva sostituzione dell'elemento umano con le macchine fa aumentare anche la disoccupazione, visto che le persone licenziate difficilmente possono essere ricollocate; il mercato economico si è esteso al dilà del controllo dei singoli stati, che a loro volta hanno dovuto cedere parte del proprio potere ad enti sovranazionali di dubbia efficacia


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Categorie: Cultura, Editoria


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