Molte coppie sempre più spesso decidono di separarsi anche dopo 25 anni di matrimonio. In realtà è una finta. Il motivo? Ottenere sgravi fiscali e l'assegno sociale di 800 euro al mese.

Roma
10:07 del 16/07/2013
Scritto da Carmine

Leggendo i dati forniti dall'Istat, sembra quasi che in tempo di crisi non ci sia più spazio per l'amore e per le relazioni stabili. Le cifre fornite dal rapporto "Separazioni e divorzi in Italia" a tal proposito sembrano inequivocabili: nel 1995, per ogni 1.000 matrimoni, si contavano 158 separazioni e 80 divorzi; nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. L'Istituto sottolinea inoltre che la tipologia di procedimento più scelta dai coniugi è proprio la consensuale: nel 2011 si sono chiuse con questa modalità l'84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi.

Ebbene, come spiegare queste statistiche? Possibile che non ci sia più spazio per l'amore se il portafoglio è più vuoto che pieno? In realtà, per avere una risposta a questo fenomeno sociale, non occorre rivolgersi ad uno psicologo o ad un sociologo, bensì ad un commercialista. Si, avete letto bene, un commercialista!

I commercialisti sanno bene che tornare "single" conviene e porta notevoli vantaggi economici se la separazione avviene consensualmente. La truffa "anti crisi"  porta dei benefici alle coppie separate per finta: un assegno sociale di circa 800 euro mensili intestato al marito e sgravi fiscali sui 700 euro presentando la denuncia dei redditi. Nel caso di famiglie monoreddito il risparmio diventa notevole anche in materia di Irpef e di Imu, con la possibilità di far diventare la seconda casa l'abitazione principale dove far risiedere uno dei due coniugi.

Ma i benefici non finiscono qui. Uscire dal nucleo familiare per molti significa anche ridurre il valore del proprio Isee e poter usufruire di condizioni agevolate per servizi ai quali prima non avrebbe potuto accedere gratuitamente o a prezzi ridotti: come i ticket sanitari, l'asilo nido, la riduzione delle tasse universitarie e così via.

Ma quali sono le coppie che decidono di separarsi per finta? La casistica è molto varia e ampia; nella maggioranza dei casi sono le coppie con alle spalle dai 15 ai 20 anni di matrimonio e con almeno un figlio a carico. In questi casi, la finta separazione è finalizzata all'ottenimento dell'assegno sociale per uno dei due coniugi, in procinto di compiere i 65 anni e quindi in attesa di conseguire la famigerata pensione.

I commercialisti, che in alcuni casi spingono le coppie sposate in 'crisi' a fare il passo, garantiscono che il risparmio c'è. Le uniche spese delle quali le coppie devono farsi carico sono la parcella dell'avvocato, che nel caso di un divorzio consensuale è scesa addirittura fino a 600 euro, e i 37 euro per il deposito del ricorso più altri 22 euro per la copia del verbale.

Costi assolutamente irrisori che si recuperano in meno di un anno con i benefici che si ottengono dall'avvenuta separazione. Ovviamente, per quanto possa essere comprensibile la motivazione che spinga certe famiglie a fare questo scelta, si tratta pur sempre di una truffa ai danni dello stato e ai danni di tutti i cittadini che ogni anno pagano onestamente le tasse.

Il web pullula di blog e forum di esperti nella pratica della finta separazione, i quali dispensano consigli su come ottenere gli assegni familiari. Il 'metodo anti crisi' presenta anche diversi fattori di rischio, essendo pur sempre una truffa. Ad esempio, nel caso in cui la coppia dovesse decidere di continuare a vivere sotto lo stesso tetto potrebbe essere scoperta dal fisco, e andare incontro a salatissime sanzioni.

Alla luce di quanto detto, i dati forniti dall'Istat sulle separazioni e sui divorzi in Italia  acquIsiscono tutt'altro significato. Non è facile  discernere tra le cifre le separazioni vere da quelle "fiscali". Tuttavia, grazie al passa parola, ai consigli dei commercialisti e ai blog consultabili nel web, non ci stupiremo se la metà abbondante delle separazioni segnalate siano fittizie. In fondo, pur sempre di "crisi" si tratta.


Articolo letto: 3454 volte
Categorie: Curiosità, Economia, Finanza, Sociale


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Risposte - Commenti

Albertone

17/07/2013 20:20:58
Si pensa a tutto pur di riuscire a sopportare il peso di una crisi che spacca in due la società civile ed anche le famiglie. E non è da meno l'aumento sensibile di convivenze non registrate al Comune o in Chiesa, il tutto per favorire l'eventuale separazione e suddivisione conseguente di beni.
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Marco

17/07/2013 16:18:07
Questo fenomeno m'incuriosisce davvero molto. Ormai la gente se ne inventa di tutti i colori per aggirare le regole, pagare meno tasse e avere sussidi. Addirittura "giocare" in questo modo con un istituzione così importante come il matrimonio è davvero grottesco. Credo che solo in Italia possa accadere una cosa del genere, abbiamo troppa inventiva per queste cose.
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