Come funziona l’App HireVue - L’algoritmo di selezione HireVue si basa sull’analisi di parametri come il tono di voce, la scelta delle parole e la mimica facciale.

Milano
09:50 del 25/10/2019
Scritto da Alberto

Come funziona l’App HireVue - L’algoritmo di selezione HireVue si basa sull’analisi di parametri come il tono di voce, la scelta delle parole e la mimica facciale. Una volta finito il colloquio, i dati raccolti vengono analizzati e il candidato viene inserito in una classifica sulla base di un punteggio di idoneità generato automaticamente.

Tra le aziende che si servono dell’App ci sono anche colossi come Vodafone, Tiffany & Co., Unilever, Hilton e Goldman Sachs e, a oggi, oltre un milione di candidati è già stato selezionato con questa modalità. 

Come funziona l’App HireVue - Inoltre, HireVue è stata inserita al decimo posto nella classifica delle “aziende più promettenti in America” stilata dalla rivista Forbes e ha vinto cinque volte il premio “Miglior prodotto dell’anno per le risorse umane” del periodico HR Executive.
Le università preparano gli studenti ai colloqui con HireVue - L’uso dell’App sta diventando talmente pervasivo nel mercato del lavoro che alcune università hanno organizzato corsi preparatori per gli studenti. Ai ragazzi che si sottoporranno a un colloquio con HireVue viene insegnato come impostare il proprio aspetto fisico e il tono della voce per ottenere un maggior punteggio di idoneità.


Come funziona l’App HireVue - L’orizzonte commerciale invece ha conosciuto una nuova alba, foriera di prospettive redditizie: il nuovo business è quello della formazione. Non parliamo di percorsi educativi volti ad apprendere chissà quali conoscenze e competenze, ma di brevi moduli didattici di orientamento “teatrale”. È fin troppo evidente che il “colloquio” per le future assunzioni si giocherà sulle apparenze che vengono valutate dalla ormai famosa (o banalmente famigerata) “app”.

Occorre quindi imparare come affrontare il dialogo, pardon monologo, con il programma incaricato della selezione. Espressioni e smorfie da evitare, atteggiamenti o approcci già schedati come negativi, termini tabù e tanti altri dettagli costituiranno i comandamenti delle cose da non fare. Le “tavole delle leggi” del comportamento da tenere non sono certo una cosa insolita perché anche in precedenza alcuni accorgimenti erano d’obbligo.

Ma ora determinati particolari assumono un valore ponderale assoluto e quindi c’è chi ha sfornato “lezioncine” – disponibili anche online e alcune già dal 2010 – per addestrare chi deve sfidare l’intelligenza artificiale. Esiste persino la contro-app HireVue for candidates, scaricabile dagli store di Apple e di Google.

La vita si è trasformata in un videogame, dove non necessariamente vince il migliore. I vecchi esperti di “risorse umane” possono considerarsi le prime vittime di questa strage. Il loro bagaglio culturale e la loro esperienza (oggetto di progressiva raccolta, classificazione e interrelazione) sono finiti nelle basi di metaconoscenza cui attinge l’intelligenza artificiale. Ironia della sorte, tale “trasferimento” di know how ha decretato la sopravvenuta inutilità dell’apporto di chi prima era quello che decideva assunzioni e licenziamenti. Mala tempora currunt


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Categorie: , Lavoro, Tecnologia


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