La Bialetti e gli altri produttori di moka per il caffè sono in crisi, a causa dello strapotere (e della praticità) delle capsule che stanno conquistando sempre più larghe quote di mercato.

Napoli
06:00 del 11/02/2019
Scritto da Gregorio

La Bialetti e gli altri produttori di moka per il caffè sono in crisi, a causa dello strapotere (e della praticità) delle capsule che stanno conquistando sempre più larghe quote di mercato.

Grazie all’accattivante sorriso di George Clooney si sta provocando una crisi di salute pubblica, che andrebbe evitata a tutti i costi.
Vediamo di analizzare brevemente il motivo per il quale non bisognerebbe abbandonare la caffettiera napoletana e la sua nipotina, la moka, inventata 118 anni fa da un meccanico milanese e da un esteta napoletano.
Già stiamo commettendo l’errore di non macinarci il caffè in casa, perdendo il suo aroma, preferendo comprare quello già macinato, ma il passare alle cialde o alle capsule è, prima di tutto, una imperdonabile caduta di stile e poi un errore, che potrebbe compromettere la nostra salute.



No, non stiamo esagerando, il caffè in capsule è maggiormente tossico di quello che già beviamo dalla moka. Le capsule contengono sino a 10 volte in più di furano e ossido di divinilene, prodotti cancerogeni che si generano nel processo di tostatura ma che, essendo volatili, si disperdono nell’ambiente con altri sistemi di preparazione, quando il caffè respira…
Inoltre, le stesse capsule sono tossiche e vale anche qui la regola costante di non conservare prodotti alimentari in recipienti d’alluminio o di plastica, perché potrebbe contaminare il contenuto con metalli pesanti e diossina. Non aspettiamo la prossima puntata di Report per scoprirlo, basta il buon senso!

Inoltre, il caffè nelle capsule ha un costo esagerato, ecco perché certi produttori possono pagarsi la pubblicità di Clooney e affittare negozi che sembrano boutique di Cartier e Gucci.

L’inquinamento da capsule sta diventando pervasivo, nei terreni e nel mare, soprattutto quelle di plastica. Le capsule in plastica non vengono riciclate, essendo impregnate di caffè e quelle in alluminio vengono al 95% gettate via.
Molti si lasciano ingannare dai nomi altisonanti usati per distinguere i vari caffè, Zanzibar, Timbuctu, Carovana, Coloniale ecc. ma non vi sono controlli ed è possibile che contengano tutte lo stesso caffè miscelato o tostato diversamente, per farlo apparire speciale.

Da: QUI

 


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Categorie: , Denunce, Salute


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