La città all'ombra del Vesuvio sembra essere rimasta nel cuore della francese Anne Carrot, dirigente dell'industria aerospaziale

Napoli
10:00 del 31/07/2015
Scritto da Gerardo

La città all'ombra del Vesuvio sembra essere rimasta nel cuore della francese Anne Carrot, dirigente dell'industria aerospaziale. Prima di fare ritorno in patria, dopo quattro anni a Napoli, la manager mette nero su un bianco le sue impressioni dopo il lungo soggiorno nella città partenopea. Una dichiarazione d'amore e affezione per la città tanto bistrattata dai media "non sopporto più che si parli male" si sfoga Anne. "Napoli è una città che ti prende – scrive – amarla o meno dipende dalla tua personalità, dal tuo carattere. Mi ha affascinata da subito quando sono arrivata – ammette – per la sua storia e per la sua architettura. Una guida francese mi ha fatto visitare dei luoghi poco noti e mi ha consegnato così le chiavi della città. Certo, è una città che divide, che non lascia indifferenti. Ma per capirla bisogna conoscerla a fondo, con la sua filosofia di vita, con i suoi riti. Per esempio il rito del caffè, bevuto insieme. Si prende il caffè, poi ci si apre, si parla. È bella anche la vita in famiglia qui da voi".

"Una volta ho atteso un'ora un bus: ho capito la vostra filosofia di vita"

"In questi quattro anni sono stata in tanti posti – racconta Anne – anche quelli dove i turisti non vanno. Alla Sanità, per esempio. Non ho mai avuto problemi. Certo, ci sono andata senza gioielli addosso. Ma questo vale per tutte le città del mondo. Solo, in certe zone, vedendomi, mi chiedevano se mi ero persa". "Quanto ai trasporti la prima volta che ho cercato di prendere un pullman ho atteso un'ora, poi ho preso il taxi. Ma è stata una scuola di vita, un'esperienza che mi è servita per capire la vostra filosofia. Tra poco arriva, mi dicevano quelli che aspettavano con me. Senza scomporsi. È vero, la qualità del servizio autobus è vicina allo zero, ma le funicolari in cambio funzionano benissimo".

"Ho trovato tanta ricchezza qui. Eppure, quando Annunciai alla mia famiglia che mi trasferivo a Napoli, mi dissero che non era una città che faceva per me". "Intanto, non me ne vado. Tornerò per lavoro un paio di volte al mese. Posso dire, però, una cosa che è straordinaria a Napoli: la luce. È un lusso, è senza uguali. Ma di questa città mi piace perfino il rumore, che è particolare, che ti accompagna durante la giornata. Che altro posso aggiungere? Questa città è la vita".


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Categorie: Arte, Cultura


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