SI ALLA TAV, CONTE ANNUNCIA - Il premier Giuseppe Conte dice “sì” alla TAV, la costruzione della linea dell’Alta Velocità tra Lione e Torino, sostenendo che non farla costerebbe di più, in quanto i fondi UE ad essa destinati verrebbero persi e non potrebbero essere dirottati verso altri scopi.

Milano
09:00 del 24/07/2019
Scritto da Gerardo

SI ALLA TAV, CONTE ANNUNCIA - Il premier Giuseppe Conte dice “sì” alla TAV, la costruzione della linea dell’Alta Velocità tra Lione e Torino, sostenendo che non farla costerebbe di più, in quanto i fondi UE ad essa destinati verrebbero persi e non potrebbero essere dirottati verso altri scopi. Inoltre, ha spiegato che la UE sia disponibile a innalzare il suo contributo dal 40% al 55% per l’intera opera e in relazione alla tratta italiana, sugli 1,7 miliardi di euro di costo stimato, salirebbe al 50%.

SI ALLA TAV, CONTE ANNUNCIA - Insomma, l’Italia avrebbe più da perderci che da guadagnarci nel contrastare la TAV. Parole pesantissime, per quanto ormai da tempo scontate, quelle del premier, che stanno aumentando le pressioni su Luigi Di Maio, il leader del Movimento 5 Stelle, vicepremier e ministro dello Sviluppo.

SI ALLA TAV, CONTE ANNUNCIA - Il “sì” alla TAV rappresenta l’ennesima vittoria politica incassata dalla Lega di Matteo Salvini, che in tanti tra i grillini speravano di indebolire e mettere nell’angolo con lo scandalo Russiagate. Invece, il ministro dell’Interno mantiene intatta la sua forza e i suoi consensi e quel che gli serviva in questa fase era proprio quanto accaduto ieri, ossia un indebolimento d’immagine dell’alleato, così che nessuno si possa illudere dentro e fuori dal Parlamento che si possa fare a meno di lui nel caso di caduta del governo Conte.


Non realizzare l'opera non comporterebbe solo la perdita dei finanziamenti, ma anche tutti i costi derivanti dalla rottura dell'accordo con la Francia. Insomma, è stata la conclusione di Conte, «non realizzarlo costerebbe molto più che completarlo. Lo dico pensando all'interesse nazionale».

Matteo Salvini gioisce, ma il suo commento è velenoso: «La Tav si fa, come giusto e come chiesto dalla Lega. Peccato per il tempo perso, adesso di corsa a sbloccare tutti gli altri cantieri fermi!». Nicola Zingaretti, segretario del Pd, attacca: «Nella migliore delle ipotesi abbiamo perso più di un anno. Nella peggiore un altro giro che non porterà a nulla». Per Matteo Renzi i pentastellati «non sono cattivi: è che ci arrivano dopo».

Tra i Cinque Stelle è il momento dello sconforto. Il ministro dell’Infrastrutture Danilo Toninelli non dichiara, ma fa sapere che «la netta contrarietà all'opera rimane», anche se «si accoglie con soddisfazione l'attestato di stima di Conte a Toninelli e la cifra fino a 3 miliardi che arriverà in più dall'Europa, soltanto grazie al lavoro del Mit, modifica il segno dell'analisi costi benefici. Si tratta di risorse in più che saranno utilizzate per tante opere realmente prioritarie». E per il vicepremier Luigi Di Maio, «media, giornali, apparati, tutto il sistema schierato a favore» della Tav Torino-Lione - scrive su Facebook - non noi. Non il Movimento 5 Stelle. Per noi la Torino-Lione era e resta un'opera dannosa»


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Categorie: , Politica


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