Il collegamento marittimo rischia di sparire per una ragione di costi, la politica però si sta attivando per cercare di mantenere un legame importante fra Sicilia e Sardegna

Trapani
13:19 del 06/10/2014
Scritto da Albertone

Fra Sicilia e Sardegna rischia di infilarsi la spending review. Mai come in questi momenti, tutto ciò che può essere tagliato viene sforbiciato da Enti, Amministrazioni e compagnie private. Così succede che le nostre due isole, autentiche perle dello Stivale, rischino di essere un po' più distanti fra loro. Di mezzo, come anticipato, ci sono i soldi e la necessità di ridurre gli sprechi. Legittimo e sacrosanto, un po' meno però quando c'è di mezzo anche un servizio pubblico che andrebbe comunque garantito. La questione è molto semplice: il collegamento marittimo fra Trapani e Cagliari rischia di scomparire per sempre. Un legame che unisce due porti importanti destinato ad essere soppresso perchè le uscite sono maggiori delle entrate.

Fondamentalmente, chi gestisce il tutto non ne vuol più sapere di lavorare in perdita. Come detto, la diatriba è difficile da dirimere. Di mezzo ci sono le esigenze dei cittadini e le legittime aspettative di guadagno degli imprenditori. Come uscirne? Della questione, prima che fosse troppo tardi, se n'è interessata la Politica con un’interrogazione presentata dal deputato questore all’Ars Nino Oddo, rivolta al presidente della Regione Rosario Crocetta e all’assessore per le Infrastrutture e la mobilità Domenico Torrisi. Si chiede di fare il possibile affinchè il collegamento non scompaia e vengano tutelati gli scambi commerciali ma anche turistici ed industriali. La società CIN, che nel luglio 2012 ha acquisito la Tirrenia, non avrebbe più intenzione di ripristinare questa tratta che, già da qualche tempo, è stata sospesa per motivi di contenimento dei costi. Insomma, bisogna cercare di salvare il salvabile.

Di mezzo però ci sarebbero anche alcuni documenti che potrebbero tutelare il servizio e andrebbero a garanzia dei cittadini. In particolare, nell'interrogazione arrivata al presidente siciliano per garantire il regime di pubblico servizio” e, quindi, il collegamento dal porto di Trapani con la Sardegna. Nella nota, infatti, viene ricordato che la procedura relativa alla privatizzazione della Tirrenia prevede un accordo specifico e vincolante con lo Stato per i collegamenti con le isole, in regime di pubblico servizio, al fine di garantire le traversate, compresa la rotta Cagliari-Trapani e per questo sono stati destinati alla Compagnia circa 72 milioni di euro, garantiti fino al 2020.

Ora, vista così, sembrerebbe che qualcuno voglia fare il furbo. Per il momento però si preferisce puntare sulla buona fede di tutto. Fatto sta che la questione non cambia di un centimetro. Anzi. Se davvero il collegamento marittimo venisse soppresso, l’economia del territorio trapanese sarebbe gravemente danneggiata e ci sarebbero ripercussioni per tutta la Sicilia occidentale, con la perdita di posti di lavoro. Il porto di Trapani rischierebbe di avviarsi rapidamente verso il declino e di dover fare a meno di centinaia di lavoratori. Cosa questa che nessuno nè vuole e nè si augura. Negli ultimi due anni, a seguito del cambiamento degli orari della tratta, è stata registrata una diminuzione del trasporto dei mezzi pesanti. Ciò avrebbe indotto la società a chiedere allo Stato maggiori finanziamenti e la razionalizzazione di alcune linee. Ma la cancellazione è davvero troppo.


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Categorie: Cronaca, Economia, Viaggi


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