Non passano le mozioni presentate alla Camera dalle opposizioni – M5S, Area popolare, Fratelli d’Italia, Sel – che impegnavano il Governo a definire con chiarezza l’impignorabilità della prima casa.

Torino
05:40 del 29/10/2016
Scritto da Luca

Non passano le mozioni presentate alla Camera dalle opposizioni – M5S, Area popolare, Fratelli d’Italia, Sel – che impegnavano il Governo a definire con chiarezza l’impignorabilità della prima casa. I testi approvati - si legge su http://www.mafia-capitale.it/ - sono molto blandi e impegnano il governo solo a “a valutare l’opportunità di adottare iniziative di rango normativo volte ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza“.

LA PRIMA CASA RESTA PIGNORABILE
Nel pieno della crisi greca il Governo Renzi ha pensato bene di opporsi all’impignorabilità della prima casa, bocciando – nel dettaglio – la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che prevedeva “la sospensione per 36 mesi della procedura espropriativa immobiliare” qualora “l’immobile non sia sottoposto a sequestro e a confisca in attuazione della legislazione contro la criminalità organizzata” e l’assunzione di “iniziative per prevedere, al contempo, l’istituzione di un fondo, con dotazione annua di almeno dieci milioni di euro, per la remunerazione degli interessi ai creditori“.


La prima casa diventa pignorabile. Lo ha deciso la maggioranza che sostiene il governo Renzi che ha bocciato le mozioni dell’opposizione, tra queste una di Fratelli d’Italia, che chiedeva di sospendere le procedure di espropriazione relative a immobili adibiti ad abitazione principale. Formalmente c’è stato un via libera dell’Aula della Camera alle mozioni di maggioranza sulle iniziative volte a sospendere gli espropri delle prime case. Ma i testi approvati, di fatto, non garantiscono nulla: sostanzialmente impegnano il governo solo a «valutare l’opportunità di adottare iniziative di rango normativo per ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza». Un ulteriore impegno, previsto dalla mozione del Pd, impegna il governo «a valutare l’opportunità di effettuare un’analisi approfondita ed aggiornata al fine di definire le misure da mettere in campo per arginare il fenomeno dei pignoramenti degli immobili adibiti ad abitazione principale». Tutti respinti i documenti della opposizione, volti a bloccare gli espropri delle prime case.

Tra queste appunto la mozione di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale nella quale si chiedeva che la prima casa non fosse pignorabile. Come ha spiegato Gaetano Nastri illustrando nell’Aula della Camera a fronte della grave crisi economica che perdura colpendo le famiglie, «il governo deve ad adottare le opportune iniziative, anche normative, volte a ridurre il fenomeno delle espropriazioni di immobili adibiti ad abitazione principale, prevedendo l’impignorabilità totale della prima casa di abitazione». Una richiesta caduta nel vuoto.

Prima casa pignorabile: no alla mozione di Fratelli d’Italia

«Da oggi è possibile perdere la prima casa anche per un piccolo debito, diciamo grazie a Renzi, è lui che porta via il bene primario degli italiani. Siamo un paese dove il governo porta sempre più alla disperazione ed alla povertà le famiglie», denunciano i deputati di M5s. Accanto alla contestazione dei deputati del Movimento 5 Stelle è arrivato anche l’allarme di Paola Binetti. «Sorprende – denuncia la deputata di Area poolare – che il governo per dare parere favorevole alla mozione chieda che venga tolto proprio il primo punto: quello che parla di impignorabilità della prima casa. Ciò in flagrante contraddizione con quanto disposto sia dal decreto-legge “del fare”, in cui all’articolo 52 si dice chiaramente che l’agente della riscossione non può dare corso all’espropriazione se la casa è l’unico immobile di proprietà del debitore» sia «con la sentenza della Corte di cassazione, del 12 settembre 2014, che stabilisce l’impignorabilità da parte di Equitalia». Richieste cadute nel vuoto.


Articolo letto: 714 volte
Categorie: Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Alina

29/10/2016 09:17:24
è normale, lo strozzino il debito lo vuole garantito dai beni dei privati cittadini
6

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