Alessandra Cerri alla soglia dei 50 anni ha sfidato il giudizio di figli e amiche per buttarsi in una disciplina che coniuga forza fisica alla sensualità. Una scelta che rifarebbe nonostante le difficoltà…

Lucca
10:10 del 09/02/2014
Scritto da Albertone

Può una donna di 49 anni, mamma di 4 figli e casellante autostradale, diventare il sogno impossibile degli uomini che la vedono ballare attorno a un palo? Sì, può. Basta avere grinta dentro, gran corpo fuori e cervello ben collegato a gambe e braccia. Alessandra Cerri, viareggina doc, è una donna e mamma come tante altre.
Le sue gioie sono i figli di 15, 16, 22 e 24 anni, il suo carattere è estroverso, altruista, creativa. Ama dipingere, non disdegna cantare. Ma in pubblico il suo punto forte è la pole dance. Alla soglia dei 50 anni, si è appassionata a una disciplina che fa dell’esibizionismo, della malizia e della perfezione le colonne portanti. “Mi piace mettermi in gioco, da qualche anno partecipo a concorsi di bellezza ottenendo buoni risultati, ma la soddisfazione più grande me la sta dando questa disciplina”. Chiaro il concetto? Pole dance è disciplina sportiva, fatica in palestra, sudore al palo. “La mia passione risale all'adolescenza quando ancora ignara di tutto mi arrampicavo e volteggiavo sui cartelli stradali, solo qualche anno fa ho scoperto che ciò che io facevo da bambina aveva un nome”.
L’età non l’ha fermata, i giudizi nemmeno. I suoi figli hanno provato a dissuaderla. Le hanno detto che era troppo grande. “Invece, grazie alla mia determinazione e alla forza di volontà oggi mi ritengo soddisfatta del risultato ottenuto ed anche i miei figli si sono ricreduti e adesso mi sostengono e incoraggiano”. Perché, senza nemmeno volerlo, la Pole dance è diventata un modo per conoscersi meglio a 50 anni, per accrescere in autostima, per costruire belle amicizie con le compagne di palestra. La sua insegnante, Patrizia Diana, è riuscita a farle gettare il cuore oltre l’ostacolo anche nei momenti di sconforto.

Ed ora Alessandra non teme più nulla. Anche se, inutile nasconderlo, resistono forti pregiudizi. “La maggior parte della gente l'associa alla Lap Dance che a differenza della Pole viene svolta nei nightclub da spogliarelliste, mentre la pole viene svolta in palestre con insegnanti qualificati e richiede grandi doti di forza fisica, flessibilità, coordinazione e agilità per svolgere complesse figure ginniche acrobatiche”. Dal 2009, non a caso, la Pole Dance è stata riconosciuta dal CONI e ogni anno vengono fatti i Campionati Italiani. “Un mio sogno è proprio quello di poterci partecipare, anche se a causa della mia età ho qualche limite riguardo alla flessibilità…” aggiunge Alessandra.

Che la forza la trova dentro di sé per superare i pregiudizi anche delle amiche. Qualcuna le si è anche allontanata. “Ma a me non importa perché so che quello che faccio, oltre a farmi stare bene è qualcosa in cui non tutti riescono. Ho scelto di fare pole dance a 49 anni perché mi piace impegnarmi in qualcosa che faccia bene al mio corpo potenziandolo, rassodandolo e dandogli grazie ed eleganza. E, inoltre, non penso ci sia un limite di età per volersi sentire ed apparire belle e in forma…”.


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Categorie: Curiosità, Salute, Sport Generici


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