La nuova porcata del Parlamento: meno soldi agli enti che lottano contro il gioco d'azzardo. Questo in soldoni, l'esito dell'emendamento al decreto Salva Roma che penalizza Comuni e Regioni virtuosi.

Roma
09:27 del 20/12/2013
Scritto da Samuele

Ormai gli italiani sono da sempre abituati a vederne e sentirne di tutti i colori, soprattutto quando si parla di politici, decreti e leggi fatte ad hoc, ma questa volta il Parlamento si è veramente superato.

Sappiamo tutti molto bene quanto sia reale, nel nostro paese, la piaga del gioco d'azzardo e soprattutto delle slot machines che, complice la crisi, hanno spinto milioni di persone a tentare il tutto per tutto nonostante i chiari meccanismi truffaldini che mirano esclusivamente ad arricchire l'erario e i concessionari. Da alcuni mesi, molti enti locali hanno iniziato una dura lotta per evitare il continuo aumentare di sale gioco ad ogni angolo di strada, spesso in prossimità di punti sensibili come le scuole. Tutti gli amministratori che hanno messo in campo queste politiche di lotta al gioco d'azzardo meritano profondo rispetto poichè confermano il loro interesse verso il bene della collettività.

Ora però spunta un emendamento al decreto Salva Roma che porta la firma di Nuovo Centro Destra, grazie anche ai voti del Pd, per il quale già si Annuncia battaglia nel passaggio alla Camera dopo la dura reazione del M5S in primo luogo, con Sel, Lega Nord e Sc. La modifica prevede che lo Stato decurti i trasferimenti agli enti locali che hanno adottato dei regolamenti per limitare la diffusione di slot machine, videolotterie e simili, qualora queste disposizioni riducano il gettito erariale o generino contenziosi con gli operatori del settore. "In coerenza con il principio di perequazione ed equilibrio finanziari tra livelli di governo, ed in attuazione dello stesso, qualora interventi legislativi regionali ovvero regolamentari di autonomia degli enti territoriali, aventi ad oggetto misure in materia di giochi pubblici riservati allo Stato non coerenti con l'assetto regolatorio statale di settore, determinino nel corso di un esercizio finanziario minori entrate erariali, anche di natura non tributaria, ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall'esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali a favore delle regioni ovvero degli enti locali che hanno deliberato tali interventi in misura corrispondente all'entità delle predette minori entrate ovvero maggiori spese", è il testo a firma Federica Chiavaroli. Come se queste norme fossero di unica competenza del Governo quando in realtà nascondono un chiaro favoreggiamento alle lobby del gioco d'azzardo, spesso finanziatori diretti di alcuni gruppi parlamentari.

Immediato è stato il commento di Maroni in attacco a Matteo Renzi il quale subito definisce la norma come "una porcata". Il sindaco di Firenze è intervenuto prima via Twitter: "Non posso spiegarlo perchè è inspiegabile. Ho chiesto al Pd di rimediare", ha scritto riferendosi proprio alla scelta di ieri dei senatori Pd. Per poi aggiungere poco dopo, in un’intervista al sito internet Vita.it , che "il Pd bloccherà la porcata sulle slot", oltre "all’ingiustizia sul finanziamento dei partiti previsto dal decreto del governo" che non garantisce parità di trattamento tra i finanziamenti alle organizzazioni senza fini di lucro e quelli a favore dei partiti. Quell’emendamento sui giochi, ha proseguito Renzi, "è pazzesco, allucinante. Ho chiamato Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del partito e si sta cercando una soluzione tecnica, un ordine del giorno o altro, perché è stata votata una cosa inaccettabile".

Nel frattempo alcuni senatori del Pd precisano che "l'emendamento espressamente richiesto ieri dal Governo e approvato al Senato è da considerare temporaneo e di sola natura finanziaria". Ancora più deciso l'intervento dei democratici Rosa Maria Di Giorgi, Andrea Marcucci e Stefania Pezzopane: "'Nessuna necessità contabile può giustificare un emendamento che penalizza Regioni e Comuni che adottano norme per limitare il gioco d'azzardo, con la riduzione dei trasferimenti statali. Il governo non deve dare seguito alla sua attuazione. Il Pd si impegni alla Camera per eliminare questa stortura".

La senatrice autrice dell'emendamento ha tentato di giustificarsi dicendo "nel mio emendamento non c'è nessun intento punitivo nei confronti degli enti locali che adottano misure restrittive sul dilagare del gioco d'azzardo". Secondo la Chiavaroli "l'intenzione è soltanto di dare l'indicazione circa la necessità di convocare un tavolo tra il governo e gli enti locali per capire come vanno ripartite le competenze, per evitare che si ingenerino contenziosi che rischiano di essere numerosi a carico dello Stato e fronteggiare la diminuzione di gettito che sta già avvenendo".

In pratica, vorrebbero farci credere che questo emendamento è stato dettato dal probabile danno che alcune concessionarie di gioco stanno subendo dalla lotta da parte delle amministrazioni pubbliche che causa minor introiti e dal fatto che dovrà essere lo Stato stesso a doverle rimborsare. Insomma, le solite contraddizioni all'italiana, infatti anche in questa questione, il problema sta a monte. Da un lato lo Stato incita al gioco e incassa finanziamenti dalle lobby per speculare e guadagnare a discapito dei cittadini vittime di dipendenza da gioco che poi dovranno essere in qualche modo recuperati e magari sostenuti economicamente, dall'altro ora vogliono farci credere che, come se stessimo parlando di una frangia di mercato qualunque, le concessionarie vanno tutelate dal danno che può loro causare la chiusura delle sale slot. E chi tutela i cittadini che si rovinano la vita col gioco? Chi restituisce loro i soldi di una vita? Chi spiega loro che si tratta di truffe legalizzate al solo scopo di estorcere soldi in modo legale che poi finiscono ad ingrassare lo Stato?

Ennesimo episodio di vergognosa presa in giro nei confronti dei cittadini vessati da uno Stato mai sazio di denaro.


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Categorie: Denunce, Economia, Finanza, Politica, Sociale


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