LA NOIRE VR CASE FILES RECENSIONE - L.A. Noire arrivò sul mercato la prima volta nell’ormai lontano 2011.

Genova
03:30 del 16/10/2019
Scritto da Gregorio

LA NOIRE VR CASE FILES RECENSIONE - L.A. Noire arrivò sul mercato la prima volta nell’ormai lontano 2011. Il primo annuncio di questa originale proprietà intellettuale di Rockstar Games risale addirittura agli albori della generazione di Playstation 3 e Xbox 360: presentato con un trailer in CG, L.A. Noire catturò subito l’interesse di pubblico e critica grazie a un concept inedito che puntava a richiamare a gran voce il fascino del cinema crime. Un thriller poliziesco ambientato nella città degli angeli del secondo dopoguerra, gli anni della ripresa economica e, allo stesso tempo, della consacrazione di quella criminalità organizzata che tanto aveva proliferato grazie al proibizionismo. Il setting perfetto in cui ambientare la vicenda di un decorato di guerra determinato a scalare le gerarchie del Los Angeles Police Department.



LA NOIRE VR CASE FILES RECENSIONE - Andando a memoria, la nota negativa che restò affissa a questa produzione Rockstar Games fu l’eccessivo periodo di gestazione che ne dilatò i tempi di sviluppo. Una volta che il progetto fu effettivamente maturo, tuttavia, ne fu chiara la ragione: L.A. Noire nella visione di Rockstar avrebbe dovuto permettere ai giocatori di avvertire il feeling di vero detective di polizia degli anni ’40 nelle sue indagini, quando la raccolta e analisi di prove era limitata da una scienza forense ancora lontana dalle tecnologie e dagli standard attuali; il faccia a faccia con sospetti e testimoni di un’indagine si basava così tanto sui fatti quanto sull’istinto, sulla capacità di “leggere” le persone, più che le loro dichiarazioni.

VR Case Files altro non è che una selezione di alcuni casi del gioco principale, convertiti per la realtà virtuale. Se questo ha giocoforza effetti negativi sul comparto narrativo, per fortuna il gameplay è rimasto qualitativamente inalterato nella transizione a Playstation VR.


LA NOIRE VR CASE FILES RECENSIONE - Nel gioco vi ritroverete a fare a scazzottate con criminali, a partecipare a scontri a fuoco, a vagare per le strade di Los Angeles a bordo della vostra utilitaria, ad interrogare sospettati e a risolvere omicidi. Un breve ed inedito tutorial ci accoglie una volta avviato il gioco, facendoci prendere mano con i comandi di questa nuova versione. Per inciso, è necessario avere due Playstation Move per giocare; una spesa che vale bene l’offerta di VR Case Files, perché i controller di movimento offrono un’immersione che il buon Dualshock 4 semplicemente non è in grado di offrire.

Una volta acquisita la necessaria confidenza con i comandi, chi ha già giocato all’originale L. A. Noire si ritroverà in un’avventura familiare, perché il resto del gioco non ha subito alcun cambiamento degno di nota. Considerando che i casi disponibili sono solo sette, la longevità adesso si aggira intorno alle 6 ore di gioco; una durata certamente inferiore, ma che viene compensata grazie ad un maggiore grado di immersione. Ovviamente, questi VR Case Files non devono essere presi come un valido sostituto per il titolo originale; essi rappresentano piuttosto una sorta di appendice per chi, dopo aver vissuto la storia completa di Cole Phelps, vuole riviverne i momenti salienti in prima persona, indossando sul proprio capo un cappello di tela per ripararsi dall’incessante scrosciare della pioggia losangelina.


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Categorie: , Videogames


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